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Mercato al centro: trasferimento o riordino

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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Dopo la pausa estiva ci ritroviamo insieme per mettere un po’ di “sale e del pepe” alla nostra vita quotidiana che riprende tra incombenze, routine e ricordi. Purtroppo non sempre piacevoli se, con la memoria, andiamo a quel tragico undici settembre del 2001 quando un attentato terroristico alle torri gemelle di New York cambiò per sempre la storia dell’occidente e la nostra percezione della sicurezza.

Mi ricordo esattamente quel periodo, ero in consiglio comunale da un solo anno, e proprio in quei tempi ci fu il trasferimento del mercato dal centro cittadino in piazza Falcone. Sono passati 25 anni, dei consiglieri comunali di allora ancora quattro siedono oggi in Consiglio (tra cui il sottoscritto), da allora molta acqua è passata sotto i ponti del biellese ma mai avrei pensato che in qualche modo i temi legati a quel trasferimento “strategico” delle attività mercatali tornassero prepotentemente di attualità “al contrario”. Non tanto sul merito della decisione in sé (sulla carta ci starebbe anche cambiare idea in un arco di 25 anni che dite?) quanto piuttosto sulla solita narrazione politica e faziosa alla base del cambiamento che si renderebbe sempre necessario per sopperire ai danni fatti dalle giunte precedenti.

Francamente questo metodo, ripreso in questi giorni dall’assessore Castagnetti, ha un po’ stancato: dal 2009 ad oggi, tolta la parentesi 2014-2019, ha sempre governato la coalizione di centrodestra che non è che abbia mai brillato per spirito realizzativo. Nel 2010 sembrava imminente la soluzione per l’ area Rivetti delle ex pettinature sull’asse di via Carso ma siamo ancora fermi al palo. Nel 2011 il progetto Tera/polo oncologico ai confini con Gaglianico, dopo aver convinto le forze politiche cittadine, venne stoppato dalla giunta regionale di centrodestra di allora guidata dal leghista Cota. Vogliamo ricordare poi gli innumerevoli e inutili concorsi di idee per l’area davanti all’Esselunga tra sottopassi, sovrappassi e semafori a chiamata tutti rimasti, ovviamente, sulla carta.

Non è stato per caso Corradino, sindaco leghista, a dichiarare che avrebbe risolto i problemi legati al funzionamento della funicolare creati, a suo dire, dal sindaco di centrosinistra Cavicchioli? Ora che governa Olivero stessi annunci, stesse polemiche, ma la funicolare è ancora chiusa, non funzionante, e chissà quando tornerà tra noi. Ci fermiamo qui per carità di patria, diversamente si raggiungerebbero “Vette” (a proposito di un altro progetto mai realizzato) altissime tra promesse e propaganda spicciola. Quello però che va sottolineato è che sotto il Mucrone non è mai cambiato nulla a prescindere da chi governa la città e che “i danni delle amministrazioni precedenti” sono il solito escamotage valido solo per gli ultras da schieramento di partito (sempre di meno).

Alla fine, quando arrivano incarichi, poltrone e posti nelle partecipate ci si dimentica sempre di tutto, delle promesse, dei volantini elettorali, delle parole al vento dette e ridette. Sul tema del mercato prossimo venturo la domanda per tutti resta una e una soltanto: trasferimento (voluto, improvvisamente, a tutti i costi) o riordino (scritto a suo tempo sul programma elettorale del partito del sindaco) ? Ai posteri l’ardua sentenza…

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