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Biella e le buche, “caro” asfalto ti scrivo…

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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A ciascuno la sua buca in città da adottare e curare personalmente, potendo scegliere dimensione, strada preferita, location, magari grazie ad una mappa interattiva da pubblicare e aggiornare on line. Una sorta di concorso pubblico di solidarietà tra la popolazione in cui, per spirito di servizio, ogni cittadino decide di “adottare” una buca stradale, se ne fa carico, e provvede a proprie spese ad acquistare l’asfalto necessario da far avere – con il nulla osta Comunale naturalmente – ai tecnici/operai che dovranno occuparsi della manutenzione.

Non è certo per sfiducia nel neo assessore ai Lavori Pubblici Castagnetti, anzi, piuttosto un’idea originale “fai da te” per cercare di risolvere “alla biellese” (tirandosi su le maniche e provvedendo da soli) un problema – le strade cratere in città – tenuto conto di un grosso problema dei nostri giorni: il caro asfalto dovuto all’onda lunga della crisi in medio oriente con il Comune che, conseguentemente, dichiara di non avere i soldi per i rincari ai listini. Di fatto, tutto fermo.

Un bel dilemma davvero, per i tanti disagi che questa situazione crea ogni giorno di più a pedoni, ciclisti, automobilisti, persone anziane o con disabilità, e allo stesso neo assessore che, senza i fondi necessari, rischia di fare l’ennesimo buco (siamo in tema…) nell’acqua tra promesse di intervento e situazione reale. Occorre dirlo, senza nasconderci dietro un dito: non ci voleva la crisi dello stretto di Hormutz e il caro listini per arrivare a questa situazione di emergenza e disagio: in questi due anni di nuova amministrazione la situazione delle strade non è cambiata per nulla, anzi semmai è peggiorata ulteriormente nonostante una campagna elettorale dell’attuale giunta che su questo fronte aveva promesso interventi decisivi. La musica non è cambiata, è cambiato il maestro ma non la canzone: tutti ci aspettavamo come minimo una discontinuità politica su alcuni servizi basilari, e invece il nulla.

Se la colpa, come succede sempre a Biella, è di chi ha amministrato prima, questa volta sarà difficile trovare il classico capro espiatorio perché si dovrebbe guardare ancora più in profondità a casa dell’attuale maggioranza (che già governava la città) e non credo che sarebbe un bel vedere in termini di concretezza e cose realizzate. Forse una soluzione per via Carlo Fecia di Cossato, viale Macallé e tanti altri snodi stradali a tutte le latitudini in città degni di un campo da golf sarebbe quella di rivolgersi al deputato Roberto Pella, grande appassionato di sport e di ciclismo che potrebbe sollecitare un passaggio – presente o futuro – di una tappa del giro d’Italia o del giro del Piemonte. Grazie ad un evento “vetrina” di questa portata vuoi vedere che i soldi per l’asfalto salterebbero fuori?

Il tema non è solo di sicurezza per i nostri cittadini: è anche “strategico” se legato all’incremento del turismo che tutti a parole dicono di voler incrementare a favore dei nostri siti naturalistici, delle nostre montagne. Però con le strade colabrodo che abbiamo, con un verde pubblico selvaggio e fuori controllo (adesso ci penserà Seab a quanto ci è dato di sapere…), Biella non offre un bel biglietto da visita per chi decide di passare un week end dalle nostre parti. Forse, vista la situazione, la tassa di soggiorno, la dovrebbe pagare il Comune ai turisti, non viceversa, per ringraziarli del coraggio e dello spirito di avventura che li ha spinti a venire in una landa desolata e abbandonata a se stessa come la nostra città (con anche la funicolare al palo da mesi, una città sempre più sporca anche in molti punti nevralgici, progetti di rilancio delle funivie di Oropa sempre aggiornati a data da destinarsi). Se questa è la situazione, purtroppo, non si capisce davvero cosa ci stiano a fare gli assessori in giunta non potendo intervenire su nulla non essendoci mai i denari sufficienti per cambiare le cose.

Di fronte a questo totale immobilismo, un appello sincero al primo cittadino: più che cercare di “asfaltare” l’opposizione, forse sarebbe meglio cominciare ad asfaltare qualche tratto di strada in città. La cittadinanza, tutta, ne sarebbe contenta. Nel frattempo, prendendo a prestito una canzone del grande Lucio Dalla, non ci resta che cantare: “Caro asfalto ti scrivo, così mi distraggo un po’…”.

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1 Commento

1 Commento

  1. Bb68

    21 Maggio 2026 at 18:43

    prima era colpa del maltempo ora i rincari quante palle in questa landa desolata non ci resta che piangere , ma i soldi per andare in procura e per aprire bisteccherie ci sono eccome , fratelli d Italia basta prenderci in giro

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