BiellaSale & Pepe
Biella e il come eravamo negli anni fa…
La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella
GAL…lina vecchia fa buon brodo diceva mia nonna, un modo di dire in linea con la vecchia saggezza popolare che va di pari passo con l’età che avanza inesorabile per tutti. Anche per il sottoscritto, soprattutto se ripenso agli anni fa di quel lontano 1978 in cui decisi di aprire la mia attività a Biella, una città che allora era in fase crescente e davanti aveva il decennio degli anni ’80 che stavano arrivando e che sarebbero stati gli anni da ricordare per entusiasmo, spirito di iniziativa, voglia di crescere e sperimentare.
Biella allora, grazie anche al genio di imprenditori visionari che ci sono rimasti nel cuore come l’amico Giorgio Aiazzone, era a tutti gli effetti una “piccola Svizzera”, con prospettive di espansione anche lato vie di collegamento/comunicazione che facevano ben sperare per il futuro del territorio. Di quella stagione penso si ricordino in molti, magari con un pizzico di nostalgia per quello che avrebbe potuto essere ma che non è stato…
Infatti, se guardiamo all’oggi, quella fase crescente è rimasta lettera morta, i tempi sono cambiati in fretta e Biella è rimasta al palo nel suo isolamento prima celebrato quasi fosse una forma distintiva e che oggi, purtroppo, ha ben altro significato. Lo vediamo tutti, la città è in declino se non in decrescita continua, sia di immagine e decoro che di sostanza in termini di opportunità per chi rimane. Le cronache di questi giorni ci raccontano una volta di più di desertificazione commerciale (in dieci anni nel Biellese si sono chiuse 517 attività tra cultura, tempo libero, alimentari, tessile e abbigliamento) che segna il dato peggiore a livello regionale e che in questi anni avrebbe dovuto far suonare un campanello di allarme per l’intero sistema economico locale. Naturalmente niente di tutto questo, anzi la situazione pare essere giorno dopo giorno in caduta libera: siamo la città dove il tasso di mortalità è tra i più elevati (e per me che da buon campano sono pure scaramantico non è un bel sentire…), siamo la provincia più vecchia con 50,4 anni di età media rispetto alle altre realtà in Regione, siamo anche quelli che perdono più abitanti, fenomeno questo che va di pari passo con la situazione già descritta sopra e con anche i servizi essenziali alla persona che tendono a scomparire (tra questi, scuole chiuse o accorpate, medici di base sempre più difficili da trovare, linee di trasporto pubblico sempre più ridotte).
Insomma, per farla breve nessun investimento politico ed economico serio è mai stato fatto e questi sono i numeri inesorabili che fanno male e che testimoniano la realtà del territorio. Nuovi ATL…eti politici locali vigorosi e determinati con idee e progetti per un rilancio del territorio in grado di fare oggi la differenza ne abbiamo? A giudicare dal dibattito in corso, ne dubito, visto che paiono tutti interessati a rinforzare le proprie schiere di partito nei posti pubblici di rilievo piuttosto che occuparsi del da farsi generale in una città che cade a pezzi. Ma qualcuno di questi signori, una passeggiata per le vie della città a tutte le latitudini ha mai provato a farla? Sul tema ho i miei dubbi…
Non ci resta che lanciare un accorato appello a qualcuno tra voi che volesse farsi avanti, con coraggio, per il bene della città. A patto di cambiare un po’ lo slogan tanto caro alle forze politiche in carica: “Partecipate, gente, partecipate…”. Se così non fosse la garanzia di in(successo) sarebbe garantita!!
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Bb68
28 Maggio 2026 at 17:58
secondo me questi politici di destra camminano in città con gli occhi chiusi, le loro teste anche pensano solo alle loro poltrone, galleggiano tra spostamento del mercato. che sta bene lì dove, il sociale chiuso , la funicolare che non c è , la funivia che è un utopia, le strade piene di erbacce e buche. le attività che chiudono. gli stipendi da fame. ma va tutto bene anzi pensiamo al nucleare che ci vogliono vent’anni per farlo e andiamo avanti con la propaganda che aiuta a prendere voti senza fare nulla. galleggiare