BiellaPausa Caffè
Rsa e Seab, una giostra che sa di ipocrisia
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana
Se c’è una cosa che ho sempre odiato è l’ipocrisia. Per questo scorrendo alcune notizie di questi giorni, provo un senso di fastidio. Ve ne racconto due tra le tante.
Una riguarda un argomento che ho recentissimamente trattato in questa rubrica: le Rsa ed il costo esorbitante delle rette che gli assistiti anziani e le loro famiglie sono costretti a pagare. Dunque, dopo le prime uscite sui giornali tutte tese a denunciare che ormai queste rette non sono più sostenibili per la maggior parte delle famiglie, ecco che spunta una sorta di tavola rotonda alla quale avrebbero deciso di sedersi i rappresentati di 14 delle 15 Rsa operanti sul territorio biellese. Obiettivo? La ricerca di nuove strategie per cercare di ridurre le rette per gli anziani ospiti.
Qualche collega, forse più ottimista, apprendendo di questa iniziativa, ha scritto che le Rsa “fanno squadra”. A mio avviso, fanno cartello. Ciò che sostanzialmente fanno tutte le società o comunque le attività che operano negli stessi settori in regime di libero mercato. Se una sola di quelle Rsa facesse un passo indietro portando le rette a 2mila euro/mese contro gli attuali 2500/3000 euro mese, creerebbe un pericoloso precedente costringendo le altre consorelle a rivedere significativamente i loro tariffari. Meglio accordarsi per ribassare, forse, le tariffe di qualche spicciolo e nessuno si farà male. Intanto però, guarda caso proprio ora, una Rsa della Valdilana alza bandiera bianca dicendo di non farcela ad affrontare i costi di gestione e minaccia la chiusura. Quindi il licenziamento del personale. Ed eccoci al ricatto consueto: se chiudo lascio a casa della gente (oltre a rimandare a casa gli ospiti paganti) per cui, meglio mantenere lo stato attuale per salvaguardare posti di lavoro e struttura.
Altro esempio? La Seab che in accordo con il comune di Biella ha deciso che dal 2027 abolirà la raccolta dei rifiuti porta a porta per passare ai “punti di raccolta di prossimità”. Vale a dire che il cittadino dovrà uscire di casa e recarsi a quei punti di raccolta, evidentemente non più sotto casa, esattamente come già sta avvenendo con le campane per la raccolta del vetro. Tra non molto gli abitanti di Biella caricheranno il pattume in auto e lo porteranno direttamente alla discarica, ovviamente continuando a pagare la tassa sui rifiuti. Tutto ciò perché oggi capita che il passaggio del servizio di raccolta avvenga anche quando i bidoni non sono del tutto pieni e quindi per Seab rappresenta un costo.
Costo che ritengo sia ampiamente ripagato dalla Tarip, la tassa che già ora i cittadini stanno pagando e continueranno a pagare. I benefici, semmai, saranno a vantaggio di Seab che ridurrà i punti di raccolta e quindi le ore di lavoro dei suoi addetti, mantenendo inalterate le condizioni a carico degli utenti.
Per oggi mi fermo ma… non avvertite anche voi un vago sentore di presa per i fondelli?
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Bb68
28 Maggio 2026 at 18:02
certo che ci prendono per i fondelli, ormai da anni, così vedremo sacchi di spazzatura buttati ai cigli della strada, e le isole ecologiche puzzolenti, diventeremo la napoli del nord Italia