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Biella capitale “mundial” degli annunci

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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A Biella si respira aria da mondiali di calcio di una volta come da tanto tempo non accadeva. Ed è strano perché non stiamo parlando delle notti magiche di Italia ’90 dell’indimenticato Totò Schillaci, della finale di Berlino 2006 di Del Piero e Gilardino o del Mundial ’82 di Spagna con gli azzurri di Zoff, Rossi e Bearzot ad alzare la coppa del mondo. Che ricordi, con una Biella in festa in un tripudio di tricolore e tanti bagni di gioia nella fontana della stazione.

No, oggi il colore della festa in città è quello rosso, della bandiera del Marocco, con un’intera comunità che, in un tripudio di gioia per le vie della città, aspetta l’esito della sfida di domani con la favorita Francia. Segno dei tempi che cambiano, non solo calcisticamente, ma anche dal punto di vista sociale e di integrazione: Biella è ormai multiculturale, fa i conti con gli italiani di seconda e terza generazione che sempre di più si sentono biellesi e parte attiva e laboriosa del nostro territorio.

Questa è ormai la realtà da molti anni, al di là degli slogan e delle differenti posizioni politiche sul tema emigrazione/integrazione per il quale la politica a tutti i livelli ha davvero fatto poco di concreto. L’inaugurazione della nuova sede in città di futuro nazionale dell’ex generale Vannacci – che sul tema “caldo” della remigrazione sta costruendo il suo programma politico – sembra essere una sorta di “ritorno al passato” in contrasto con la realtà dei fatti ma che comunque trova spazi, consensi e voti proprio per il fatto che sul tema legato ai flussi migratori la politica italiana ha fallito da ogni prospettiva, sia di sicurezza che sociale.

D’altro canto, a proposito di inaugurazioni, anche a sinistra non si scherza con l’apertura in via Torino della nuova sede di AVS, segno evidente che la campagna elettorale delle politiche 2027 sta entrando nel vivo e non sia mai il farsi trovare impreparati quantomeno a sedi e buoni propositi… Biella, in ogni caso, se non si fosse ancora capito, è da tempo campionessa mundial dell’annuncite, come dimostrato recentemente dall’inaugurazione del cantiere lavori per la Pedemontana, un’opera in stand by da oltre vent’anni e per la quale stanno volando gli stracci tra gli esponenti di maggioranza (e non) per rivendicare la paternità del progetto.

Peccato che si tratti al solito della paternità… dell’inizio lavori (mica dell’opera in sé pronta e realizzata ci mancherebbe…) che dureranno – se va bene – altri cinque anni. Ma tutto questo alla campagna elettorale prossima ventura poco importa: quello che importa ai cittadini, invece, è che questo tanto sospirato collegamento con l’A26 è veramente l’ennesimo frutto amaro da mandare giù, specie per chi, in questi giorni, forse un po’ distratto da tanti paroloni e dichiarazioni roboanti, pensava davvero che l’opera stradale fosse finalmente realizzata e pronta all’uso.

Ma si sa, a Biella il tempo è una variabile che per chi governa e amministra non conta quasi mai. In ogni caso, visto il parterre dei tanti esponenti di fdi e lega pronti a sgomitare/presenziare all’inaugurazione dei cantieri una domanda, in conclusione, sorge spontanea: “A Chi la Pedemontana di domani”?

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1 Commento

1 Commento

  1. Bb68

    9 Luglio 2026 at 17:56

    sono solo dei buffoni i politici di destra il prn è arrivato grazie a conte la pedemontana trent’anni fa era già in progetto per il resto viva il Marocco nazione stupenda da visitare

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