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A Biella siamo al verde… in tutti i sensi

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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Siamo e restiamo al verde. A Biella è questo lo slogan del momento con buona pace di Seab che ha cominciato proprio in questi giorni le operazioni di potatura e sistemazione delle aree verdi in città.

Ma, come avrete capito, è uno slogan dalla doppia interpretazione: siamo al verde perché non ci sono i soldi per rattoppare le strade visto il “caro asfalto” di questi mesi, siamo al verde perché la città si è trasformata da tempo in una vera e propria serra selvaggia a cielo aperto in cui il verde pubblico fuori controllo la fa da padrone in molte zone frequentate e non. Metti poi lo spettacolo della transumanza delle pecore dei giorni scorsi in via Milano ed il gioco è presto fatto in ottica di fascino e tradizione dei tempi bucolici che furono. Ed allora, visto che dal 1° febbraio scorso la tassa di soggiorno ha portato nelle tasche comunali oltre 24 mila euro (416euro al giorno), perché non pensare di reinvestire queste entrate nel promuovere Biella come città ex industriale, ora votata al pollice verde, in cui la natura selvaggia diventa la protagonista assoluta? Ovvio intervenire in casi estremi di decoro e sicurezza ma il contesto stile “vecchio calesse” non è poi così lontano.

Qualche esempio? Niente arterie di comunicazione stradale degne di questo nome da e per la città, niente trasporto ferroviario moderno, niente funicolari o ex ascensori da e per il borgo medievale del Piazzo, niente funivie di Oropa a favore di vecchi sentieri di montagna dal fascino immacolato. Insomma, ridendo e scherzando quale altro capoluoogo di provincia potrebbe mai offrire scenari old style cosi affascinanti tutti da riscoprire nel rispetto della tradizione che fu e contro il logorio della vita moderna? Una sorta di piccolo mondo antico anche per i nostri politici e amministratori chiamati ad impegnarsi senza avere quasi mai i fondi necessari nemmeno per l’ordinario, ma decisi ad assumere l’incarico e a tenere alto il vessillo delle promesse perché così lo impone la tradizione e “il casato” del partito di appartenenza, in cui i più illuminati ed in vista hanno anche incarichi di rilievo nella cosa pubblica cittadina.

Non siamo al tempo dei Comuni e delle Signorie ma non siamo neanche molto distanti. Per gli ambulanti, in vista del prossimo Concertozzo e del possibile spostamento del mercato in centro, il sindaco di Biella non è forse paragonato ad un “signorotto stile vecchia Signoria” che decide tutto da solo e contro ogni suggerimento? Chi siete, dove andate, sì ma quanti siete, un fiorino potrebbe essere la parola d’ordine quattrocentesca per chi mai decidesse di venire a trovarci nel feudo di Biella, sempre più al verde… in tutti i sensi. Come direbbero un Benigni e un Troisi d’annata, tra un ramo potato e un cespuglio tosato, a noi cittadini “sudditi”, nel frattempo, non ci resta che piangere…

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