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Sono solo promesse da marinaio

Sale & Pepe, la rubrica di Luigi Apicella

Cari amici, dalle righe di questa rubrica vorrei prima di tutto ricordare Luigi Squillario, già sindaco di Biella e presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Squillario è stato per anni uno dei punti di riferimento della nostra città al di là delle differenze politiche che, nell’interesse di una città come Biella, dovrebbero essere sempre messe da parte a favore dello sviluppo e della crescita di una Comunità.

Di queste tematiche a me particolarmente care ricordo di averne parlato con lui tempo addietro in un’occasione particolare e di aver trovato un interlocutore attentissimo e con tanta voglia ancora di fare e di proporre idee e soluzioni. Un uomo d’altri tempi, nel senso più bello del termine, che sapeva sempre trovare una sintesi comune pur partendo da idee differenti e che mancherà a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa nostra terra biellese sempre più ripiegata su se stessa.

Venendo all’attualità ordinaria “ Casta Away” dovrebbe essere il titolo del film in scena nel paese in queste ore sul tema referendum/taglio dei parlamentari. Sarà effettivamente così? Da Tom Hanks a Giggino Di Maio il salto è particolarmente “impegnativo” ma indipendentemente dall’esito del referendum (ancora incerto mentre scrivo) sono sicuro che, da domani, nulla cambierà nella vita reale di persone, famiglie, imprese alle prese con  la crisi post Covid e i problemi di tutti i giorni.

“Se mi vedrete in auto blu incatenatemi” diceva Giggino di Maio nel 2013 oppure, più recentemente nel 2018: “ Dopo 30 anni finalmente vedremo cancellati i voli di Stato”: Bene se c’ è oggi un uomo politico in auto blu, sempre vestito di blu, con un numero di voli di Stato impressionante, è proprio il vulcanico leader a cinque stelle, capace di dire tutto e il contrario di tutto senza un minimo di coerenza contando sul fatto che la gente, almeno sino ad ora, ha ben altri problemi a cui pensare…

Tutto questo come segno dei tempi, e per far capire come sia sempre più difficile aspettarsi dalla politica scelte serie fatte nell’interesse dei cittadini e non, invece, scelte fatte solo ed esclusivamente per motivi elettorali e di poltrone.

In questi giorni, poi, altro tema che ha suscitato polemiche l’ennesima “croce” gettata addosso ad un quartiere, il Villaggio Lamarmora, per fatti di cronaca poco simpatici ma che rischiano di gettare fango su un’intera Comunità che non lo merita.  Certi problemi, inutile negarlo, ci sono sempre stati, specie perché, e di questo anche l’ultima amministrazione ha le sue responsabilità, il quartiere è sempre stato visto come un inesauribile serbatoio di voti (che hanno fatto comodo a tanti) a cui attingere facendo promesse da marinaio di ogni tipo pur sapendo di non riuscire a mantenerle tutte.

Anche “capitan Salvini” è venuto in città, e in particolare al Villaggio con toni trionfanti per la chiusura della campagna elettorale: spiace constatare che la situazione, oggi più che mai, è la stessa di sempre. Allora un dubbio su tutti: quando da quel palco dietro lo stadio si è chiesto ai biellesi un voto per il cambiamento a che cosa ci si riferiva?
Luigi Apicella

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