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Dico sì alle piste ciclabili perché andare in bici fa bene a noi e all’ambiente

Un articolo di Vittorio Barazzotto

Siamo in salita. Questo è uno dei motivi addotti dai neo assessori del Comune di Biella per giustificare il capillare e metodico smantellamento delle piste ciclabili volute dalla precedente giunta. Lo scarso utilizzo delle biciclette, i restringimenti alla viabilità che rischierebbero di modificare l’assetto storico delle principali vie della città, sono altre concause che supportano la scelta di ridimensionare il progetto delle piste ciclabili. Al bando i bandi. Non è solo un gioco di parole, ma pura verità. Si rinuncia ai fondi disponibili per l’incentivazione delle ciclabili, non si procede con i cantieri già previsti e si mantiene la città immobile, cristallizzata, impermeabile ai mutamenti. D’altronde il tutto era stato  promesso in campagna elettorale.

La scelta della nuova giunta di vanificare gli sforzi della precedente amministrazione, volti all’incentivazione di una mobilità più sostenibile per il clima e la salute, lascia ancora più perplessi se si considera che si rinuncerà a finanziamenti che erano già stati stanziati e si disferanno interventi già messi in opera.

I fondi europei rappresentano uno dei pochi sostegni per i territori dimenticati da governi in affanno, accedere ai finanziamenti richiede tempestività, impegno, una visione più lungimirante per il territorio che si amministra.
A Biella, è vero, si usa ancora poco la bici, ma creare una rete viaria adeguata rimane la prima condizione necessaria per incentivare a modificare le nostre abitudini, magari anche con le bici elettriche che stanno avendo sempre più successo. Infrastrutture funzionali e sicure darebbero inoltre un impulso all’economia, ancora da sviluppare, del turismo locale.

Legambiente ha quantificato i benefici per una comunità derivanti dall’utilizzo della bici, tramite l’individuazione di indicatori economici che “pesano” una serie di fattori, tra cui il risparmio di carburante, il calo dei costi per le infrastrutture, l’aumento dell’aspettativa di vita in buona salute, la riduzione di gas serra, smog e rumore. I dati elaborati su scala nazionale rappresentano un elemento oggettivo di valutazione che i nostri assessori dovrebbero studiare con attenzione.
Non basta riscoprire il fascino della bici solo quando il Giro di Italia attraversa il nostro territorio, occorre incentivare l’uso della bici anche quando i riflettori e le telecamere sono spenti, tramite un lavoro silenzioso e che non si esaurisce con un’immagine postata su facebook.

Il circolo vizioso in cui l’amministrazione vincente disfa quel che ha realizzato la giunta precedente danneggia prima di tutto la Città.

Auspico che le forze politiche di opposizione trovino in questa decisione del Comune un pretesto per trovare unitarietà ed energie che al momento paiono sopite. Suggerisco loro di organizzare una manifestazione, pacifica e colorata, per la difesa delle ciclabili e per convincere questa giunta che la sostenibilità delle nostre scelte non è una moda passeggera, ma un’esigenza ormai radicata nella maggior parte di noi
Vittorio Barazzotto

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