Pensieri e parole
Spegnere il fuoco non basta più
La rubrica di Vittorio Barazzotto
Sul Monte Barone in pochi giorni sono andati in fumo 1.900 ettari, per un fronte di undici chilometri. Un’emergenza durata quasi venti giorni, con oltre undicimila ore di lavoro e più di un milione di litri d’acqua lanciati dall’alto. Un incendio di queste dimensioni il Biellese non lo aveva mai affrontato.
La prima parola non può che essere grazie. Ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri Forestali, ai volontari AIB, alla Protezione civile, alla Croce Rossa e alle forze dell’ordine. Ai sindaci, alle comunità locali, alle associazioni, ai commercianti e ai cittadini che si sono mobilitati. Non possiamo però pensare che, davanti a fenomeni destinati a ripetersi, bastino ogni volta il coraggio e la generosità di chi interviene. Nel pieno dell’emergenza bruciavano contemporaneamente anche Alessandrino, Ossola e Valsesia: i mezzi aerei dovevano essere distribuiti su più fronti. La realtà è che i mezzi non sono sufficienti rispetto a ciò che ormai sta accadendo.
Nel Biellese gli incendi estivi sono passati da quattro a ventidue; in Piemonte da 35 a 129. Siccità e temperature elevate stanno rendendo i nostri boschi sempre più vulnerabili. E il danno non resta in montagna, perché i dati di Arpa Piemonte hanno evidenziato anche le conseguenze dei fumi e delle polveri sottili sulla qualità dell’aria.
Prevenzione significa anche tornare a presidiare la montagna. Per secoli contadini, allevatori e pastori l’hanno vissuta e, vivendola, l’hanno curata. Oggi l’abbandono favorisce l’accumulo di sottobosco e materiale secco che, durante la siccità, diventa un enorme combustibile. Non si tratta di nostalgia: occorre creare condizioni e incentivi perché lavorare e vivere in montagna torni a essere possibile. Vedi ad esempio Regioni come la Valle D’Aosta e gli Stati d’oltralpe. Infine, informare e responsabilizzare. I fulmini possono provocare incendi, ma restano i criminali che appiccano il fuoco e gli incoscienti che, con un barbecue o un mozzicone di sigaretta, possono provocare una catastrofe.
La prevenzione deve essere a tutto campo: più mezzi, più programmazione, gestione dei boschi, presenza umana, controlli e informazione. La lezione è chiara: non basta più essere bravi a spegnere gli incendi. Dobbiamo diventare molto più bravi a evitare che divampino.
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Giovanni
27 Agosto 2026 at 19:08
Bisogna ripulire I sottobosco, non essendoci più i contadini, perché non utilizzare i carcerati, come si vedeva nei vecchi film americani.