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BiellaPensieri e parole

Il verbo “Sanremo”

Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto

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Sembra una buona notizia quella degli 80 milioni di euro destinati a ridurre di sette minuti i tempi di percorrenza dei pendolari sulla linea Biella-Novara.

Un po’ di scetticismo, però, è d’obbligo. Innanzitutto, per i tempi: sono serviti sette anni perché la Regione di centro destra e a un solo anno dalle prossime elezioni politiche , dedicasse attenzione a una promessa che dovremo ancora verificare se verrà davvero mantenuta.

Chi viaggia ogni giorno sa bene quanto sia in difficoltà la rete ferroviaria piemontese. La ben più importante tratta Torino-Milano è quotidianamente segnata da ritardi, soppressioni e disservizi di ogni genere. Per questo è inevitabile chiedersi quanto concretamente si riuscirà a intervenire anche sulla Biella-Novara.

Un altro elemento critico riguarda proprio i tempi di realizzazione. Difficile immaginare la rapidità della nascita della stazione di Agognate e la conseguente elettrificazione della linea, opere realizzate per rispondere alle esigenze del polo Amazon. Per i pendolari biellesi, invece, si prospetta ancora un’attesa dai contorni incerti.

Eppure, la vita dei pendolari non è soltanto una questione di logistica. È una condizione che incide sulla salute e sulla qualità della vita perché ogni giorno si dedicano due o tre ore soltanto per raggiungere il posto di lavoro.

Se non si agirà in tempi ragionevoli, molti potrebbero scegliere soluzioni alternative, compreso il trasferimento da un territorio che rischia di apparire sempre più isolato. In trent’anni il Biellese ha perso circa ventimila residenti e, al momento, non si vedono segnali capaci di invertire questa tendenza.

L’impegno delle associazioni e la stanchezza ormai evidente dei pendolari meritano risposte concrete e un orizzonte temporale più vicino. Perché tra un progetto e un’opera c’è una differenza fondamentale: il cantiere.

Mi torna alla mente una riflessione di Marco Neiretti, compianto sindaco di Sordevolo, presidente di Atap e profondo conoscitore della storia economica biellese. Sosteneva che un amministratore debba saper distinguere ciò che è realmente possibile fare da ciò che ci si limita a promettere. Ed era particolarmente allergico al verbo “sanremo”: diremo, faremo, potremo.

Le ultime opere davvero significative per il nostro territorio, mi spiace ripetermi, risalgono al quinquennio della Giunta Chiamparino: l’elettrificazione della linea verso Torino e investimenti per decine di milioni di euro. Da allora sono passati anni. Oggi accogliamo con favore questo nuovo annuncio, ma continuiamo ad aspettare che alle parole seguano finalmente i fatti.

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