BiellaPensieri e parole
Finiscono gli argomenti, iniziano gli insulti
Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto
La politica smette di fare politica quando rinuncia a confrontarsi sulle idee e sceglie di colpire le persone.
Sul caso del trasferimento o, più propriamente, dell’abbattimento di decine di alberi ai Giardini Zumaglini, invece di rispondere alle domande sul destino delle piante, sull’assenza di pareri tecnici resi pubblici e sul valore storico e ambientale di uno dei luoghi simbolo di Biella, si preferisce ironizzare sulla consigliera comunale Sara Novaretti e sulla sua protesta. Una scelta che non rafforza le proprie ragioni: ne mette piuttosto in evidenza la debolezza.
È una tecnica antica, che nel Biellese abbiamo già visto. Anni fa capitò anche al sottoscritto più volte di essere bersaglio di slogan e attacchi personali provenienti, guarda caso, sempre dalla medesima fonte politica. Cambiano i protagonisti, ma il metodo resta immutato: delegittimare chi dissente invece di confrontarsi con ciò che sostiene.
Il gesto della consigliera, lo si condivida o meno, è del tutto legittimo. Ha avuto il merito di riportare al centro dell’attenzione pubblica una vicenda che riguarda l’intera città. In democrazia una protesta si può contestare, ma la si contesta nel merito, non con il dileggio.
La politica dovrebbe rispondere con documenti, dati, pareri tecnici e progetti. Non con battute. I cittadini attendono ancora spiegazioni convincenti sul futuro di un’operazione che, ad oggi, appare ancora poco chiara.
Ma c’è anche un’altra considerazione. Se davvero si ritiene che i Giardini Zumaglini rappresentino un patrimonio da difendere, questa non può essere la battaglia di una sola consigliera. Deve diventare una mobilitazione corale. Le forze di opposizione hanno iniziato a far sentire con chiarezza la propria voce, senza gelosie né protagonismi. Sarebbe auspicabile che anche quei consiglieri di maggioranza che, in coscienza, nutrono dubbi su questo progetto trovassero il coraggio di esprimerli.
Non è una contesa tra partiti. Il coro di critiche che si sta alzando in città dimostra che la preoccupazione attraversa gli schieramenti politici. Non solo. Associazioni ambientaliste, circoli culturali, semplici cittadini, giovani e meno giovani stanno prendendo coscienza di ciò che il Comune intende realizzare. È il segno che la questione non appartiene a una parte, ma alla comunità intera.
Per questo la manifestazione pacifica e apartitica di domani “Salviamo i ciliegi dei Giardini Zumaglini”, promossa da cittadini che hanno semplicemente a cuore il futuro della città, rappresenta un’occasione importante per far sentire la voce della città. I Giardini appartengono a tutti e il loro futuro riguarda tutti.
Perché il vero tema non è una catena legata a un albero. Il vero tema è capire se Biella abbia ancora la capacità di difendere il proprio patrimonio storico, ambientale e identitario quando viene messo in discussione da progetti che sollevano più interrogativi che certezze.
Quando la politica smette di rispondere alle domande e preferisce ridicolizzare chi le pone, significa che gli argomenti stanno finendo. E quando finiscono gli argomenti, iniziano gli insulti.
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