BiellaPensieri e parole
A Biella si venda senza svendersi
Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto
I malumori unanimi della piazza non vanno mai ignorati dalla politica, perché toccano la vita, le abitudini e le certezze di ciascuno di noi.
Le preoccupazioni vanno ascoltate e affrontate con un confronto basato, prima di tutto, sull’onestà intellettuale.
Il centro di Biella soffre, lo vediamo tutti. Siamo d’accordo sul fatto che l’immobilismo non sia più un’opzione e che serva il coraggio di assumersi delle responsabilità.
L’azzardo citato dal Sindaco più volte nel Consiglio comunale di lunedì scorso è però un’altra cosa, preoccupa soprattutto chi potrebbe subirne gli effetti direttamente, senza la rassicurante clausola del “soddisfatti o rimborsati”. Non si possono liquidare le istanze dei quartieri, di professionisti, tecnici e lavoratori dando la colpa ai social, alle mistificazioni o alle suggestioni dell’intelligenza artificiale, come se la massa fosse costituita da ebeti. Così come non serve denigrare i predecessori per superare il disagio delle proprie pochezze.
Prima ancora che i cittadini, questo atteggiamento ferisce le istituzioni.
Abbiamo capito che sul progetto del mercato la Giunta rimarrà ancorata alla propria decisione. Sempre e comunque. E allora non resta che provare un’altra strada: quella della proposta di soluzioni alternative per rilanciare davvero il centro.
Cominciamo, per esempio, a ricollegare i quartieri. In primis il Piazzo, con la sua funicolare. Se erano riusciti a farla funzionare nell’Ottocento, perché oggi sembra una partita chiusa, dimenticata?
Domandiamoci poi perché, in un turismo sempre più concentrato sui fine settimana, qualcuno dovrebbe scegliere Biella. E soprattutto chiediamoci come valorizzare i nostri punti di forza: la storia industriale, la natura, la montagna e alcuni luoghi semplicemente incantevoli.
Iniziamo a legarli tra loro e proviamo a far ripartire un meccanismo che oggi è inceppato.
E qui torniamo alla nostra identità più autentica: il tessile.
Biella ha prodotto e continua a produrre alcuni dei migliori tessuti del mondo. Perché non trasformare questo patrimonio in una straordinaria vetrina proprio nel cuore della città?
Non necessariamente un museo tradizionale, ma una rete viva di vetrine, esposizioni nelle vie del centro, magari in collaborazione con le grandi aziende, i lanifici, i sarti, le fondazioni e gli operatori commerciali. Una sorta di “via del tessile” capace di raccontare attraverso materiali, immagini, abiti e lavorazioni ciò che Biella sa fare.
Perché una città che cambia le proprie vetrine comunica di essere viva. Una città che sa vendersi, senza svendersi, dimostra di conoscere il proprio passato ma di avere ancora voglia di costruire il futuro.
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Sonia Ganz
14 Settembre 2026 at 19:01
MA QUESTO VIVE A BIELLA ?? HA COMPRATO I GIORNALI ??? CHE MEDICO HA ???
Bb
14 Settembre 2026 at 19:48
Barazzotto ha ragione , svendere biella e tragico ormai con questa giunta e già svenduta città declassata con teste vuote per fare rivivere il centro con negozi chiusi ci vogliono iniziative culturali che la destra non sa fare essendo sterili mentalmente, no il mercato in centro
giacomo
15 Settembre 2026 at 7:46
Considerando che fu proprio la sua giunta (Barazzotto – Centro Sinistra, 2004-2009) ad approvare definitivamente i cantieri e a inaugurare il noto centro commerciale sulla Trossi (colpo di grazia per il commercio di via Italia e zone limitrofe) lui è proprio l’ultimo che può permettersi di pontificare.
Bb
15 Settembre 2026 at 8:35
poi gli altri hanno continuato a degradare la città poi sempre peggio con la destra destra , biella landa desolata , Giacomo salga in via ogliaro vedra che erbaccia rami dappertutto , ne dico una a caso perché è tutto un disastro
giacomo
15 Settembre 2026 at 8:48
Sul tema del degrado urbano sono pienamente d’accordo con Lei.
Vorrei però precisare che questa situazione si protrae da molti anni, indipendentemente dall’orientamento politico della giunta in carica, sia essa di destra, di centro o di sinistra.
Bb
15 Settembre 2026 at 11:37
mi spiace ma quando c era la sinistra Biella non era così ridotta , non che tutto andasse bene ma in questi due anni una catastrofe. se viaggiare fuori biella Aosta, Arona , Novara anche solo le aiuole delle rotonde non sono messe come a Biella erbacce d appertutto degrado e inciviltà di chi ci abita e incuria del comune fanno il resto
giacomo
15 Settembre 2026 at 12:20
Si tratta semplicemente di una questione di punti di vista. È noto che spesso si tende a vedere ciò che si è predisposti a vedere.
Allo stesso tempo, ritengo sia fondamentale mantenere un approccio obiettivo e non lasciarsi condizionare dalle proprie convinzioni politiche.
Personalmente mi riconosco in posizioni di centrodestra, ma, come si può evincere, quando ritengo opportuno formulare una critica, purché costruttiva, lo faccio senza alcuna difficoltà.
Per quanto riguarda molte altre persone, nutro invece qualche dubbio sulla loro capacità di esprimere giudizi con la stessa libertà e indipendenza di pensiero.
Bb
15 Settembre 2026 at 13:19
ho capito che lei è di centro destra ma non ha le fette di salame sugli occhi e spero viaggi fuori dalla città di Biella , anche nei paesi limitrofi per esempio Miagliano centro destra tenuto benissimo , Andorno micca centro destra fa schifo il padre è trascurato come biella , quindi dipende da chi governa , premetto che in tutte due i paesi vivono marocchini , ma come vede ognuno a rispetto per dove vive. io anni fa sono stato in Svezia non c è un pezzetto di carta per terra e automaticamente non viene voglia di sporcare ma mi creda dove è tutto sporco uno non ci va caso, comunque sia il suo pensiero rispetto. ma biella fa proprio pena
giacomo
15 Settembre 2026 at 14:47
Ribadisco quanto già scritto in precedenza. L’occhio vede ciò che la mente vuole vedere.
Il paragone tra Italia e Svezia non è realmente attuabile, poiché si tratta di realtà profondamente diverse sotto il profilo della mentalità, della società e dello stile di vita.
A mio avviso, gran parte del problema è riconducibile all’educazione. Una parte significativa degli italiani è maleducata e, di conseguenza, una parte degli stranieri, si è adeguata a tali comportamenti esasperandoli decisamente.
Emerson
16 Settembre 2026 at 0:10
signor Giacomo, mi complimento con lei per le sue opinioni, ha centrato perfettamente il punto, e la penso esattamente come lei, di tutto ciò che ha espresso nei suoi commenti, nonostante io personalmente, mi reputo di estrema destra, o come dice il signor BB destra destra…..questo vuol dire, che si può essere di ogni orientamento politico, ma vige sempre il rispetto e il buon senso, di saper ragionare e valutare le situazioni.