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Pausa Caffè

Riforma della Giustizia? La gente chiede altro

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana

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A Biella sono tornate a formarsi le piccole bande di disturbatori, perlopiù ubriachi, nei pressi del centro commerciale I Giardini ed ai vicini giardini Zumaglini. Disturbatori che talvolta si trasformano in ladri, con qualche incursione nel vicino supermercato ed anche provocatori di risse con fastidiosi apprezzamenti nei confronti dei passanti.

Nel Biellese venerdì si sono consumati tre furti in abitazioni private nel volgere di poche ore. Un’auto si è ribaltata nei pressi di Sandigliano provocando problemi anche alla linea ferroviaria, ma l’occupante è sparito e l’auto risultava rubata. Un paio di persone anziane sono state truffate a domicilio. Per non parlare dello spaccio di droga nei boschi del circondario. E questa è la ricorrente cronaca di un normale fine settimana.

E’ evidente che nel Biellese come in tutt’Italia cresce il bisogno di sicurezza, ma le risposte che arrivano, al di là dei proclami, sono sempre molto tenui. Presto saremo chiamati ad esprimerci con un referendum sulla riforma della Giustizia. Una riforma della quale la maggior parte dei cittadini non ha capito nulla e continuerà a non capirne nulla sino al giorno del referendum.

Si parla di divisione delle carriere che porterà ad una separazione netta tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. In parole povere tra chi decide la sorte delle cause e chi dirige le indagini come rappresentante dell’accusa. Oggi entrambi dipendono da un unico Consiglio Superiore della Magistratura ma, dopo la divisione delle carriere, i Consigli Superiori della Magistratura diverranno due. Chi sostiene questa operazione parla di una maggiore equità di ruoli; chi invece la disconosce afferma che si tratterà soltanto di un modo diverso per mettere al riparo la politica ogni qual volta emergano le solite pastette.

In realtà, sui temi della sicurezza e della giustizia, le domande che si pone la gente sono altre: quando i migranti clandestini che delinquono saranno rimandati a casa loro? Quando un ladro o un borseggiatore pizzicati sul fatto verranno rinchiusi in carcere anziché essere rimessi in libertà dopo poche ore? Quando un omicida sconterà la propria pena senza permessi premio, agevolazioni ed arresti domiciliari? Quando si potrà tornare a passeggiare per le strade senza essere aggrediti dalle baby gang o sbeffeggiati da quei delinquenti in erba dei “maranza”?

In sostanza, quando la gente onesta tornerà ad essere davvero tutelata ed i delinquenti torneranno dietro alle sbarre? Forse per arrivare a questo non è necessario un cervellotico dibattito sulle carriere separate o sullo sdoppiamento del CSM. Basterebbe che polizia e carabinieri fossero sufficientemente tutelati nello svolgimento del loro lavoro e che tutti i magistrati, indossando la toga, lasciassero fuori dalle aule le ideologie e gestissero solo la giustizia.

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