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Pausa Caffè

L’orgoglio parte solo da noi stessi

Pausa Caffè: La gente biellese ha più di un motivo per cui vantarsi del territorio

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BIELLA – “Vorrei vedere il mio Biellese orgoglioso di esistere” scrive la signora Marisa Tempia, biellese che ora risiede a Forlì, in un’accorata lettera inviata a questo giornale. Lo vorremmo in tanti, gentile signora. Ma per poter essere orgogliosi della propria esistenza, si dovrebbe prima essere orgogliosi di ciò che si possiede. Un esercizio che invece riesce poco e male da queste parti, a meno che a generare orgoglio non siano interessi di bottega o, ancor più, di retrobottega, di qualche salotto un po’ retrò, come lo sono i suoi frequentatori.

Vi sono nel Biellese motivi d’orgoglio e sono più d’uno. Penso alle meraviglie paesaggistiche dell’Oasi Zegna o della Burcina o di vallate splendide come la Valle Elvo che da sole potrebbero alimentare un flusso turistico che i biellesi non hanno mai saputo fare decollare, nonostante i tanti, troppi convegni con cene a seguire. Penso all’enogastronomia di un territorio che con tutto ciò che di buono può offrire si era ridotto ad organizzare un festival del risotto, alla fine naufragato pure quello, dopo poche edizioni.

Penso ad un Museo del Territorio Biellese, che l’amministrazione di palazzo Oropa sta mortificando per seguire i suggerimenti di chi non ha idea di che cosa sia un Museo del Territorio, ma non vede l’ora di poterci mettere le mani sopra. Penso al piccolo Museo delle Truppe Alpine presso la sede Ana di Biella, un gioiellino nel suo genere. E penso anche ad alcune manifestazioni nate e cresciute a Biella, ma che sono più note nel resto d’Italia di quanto non lo siano qui.

Potrei dilungarmi, ma a che servirebbe? A che servirebbe quando, guardando la televisione, mi imbatto nella pubblicità di un Falconeri cashmere che neppure so dove sia e non ricordo di avere mai visto la pubblicità di un’azienda tessile biellese, se non forse in qualche episodica e casuale circostanza. Oppure vedo scorrere le immagini di birre sarde e siciliane e non della principale birra prodotta a Biella, che vanta riconoscimenti e premi nazionali e internazionali.

Vede, signora Tempia, si può essere orgogliosi di esistere solo quando si è davvero orgogliosi di sé stessi. Ma qui, al massimo, i sindaci si ritrovano per un incontro tra goliardici amici ove indossano magliette con la scritta “La culpa a l’è sempi dal sindic” e concludono la festosa convention con l’intento di “vedere il Biellese crescere e prosperare”. Ci mancherebbe pure che auspicassero il declino e la deriva del territorio…

Giorgio Pezzana

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