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BiellaPausa Caffè

Il lento tramonto della sanità pubblica

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica curata da Giorgio Pezzana

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A far data da lunedì 21 settembre, sono aumentati i ticket per ben 488 prestazioni sanitarie previste dal servizio pubblico e, quindi, dalle Asl. Un aumento pari al 5,8 per cento in più per ciascuna prestazione e, va detto, le prestazioni interessate sono quasi tutte quelle più comuni.

E’ un altro piccolo passo indietro del servizio pubblico, in particolare quello di un comparto delicato come la sanità che riguarda la salute di tutti i cittadini.

Facendo un po’ di storia, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) era entrato in vigore nel 1978 grazie alla legge 833. Aveva via via preso piede negli anni immediatamente successivi assumendo i contorni di un “gioiello” normativo invidiatoci in tutta Europa. Già nel 1982 però, si erano registrati i primi affanni, tant’è che proprio in quell’anno era entrato in vigore il pagamento dei ticket per molte prestazioni. Si era parlato di un contributo simbolico o poco più, una compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria che si stava facendo piuttosto vistosa ed impegnativa per le casse dello Stato.

Va detto però che l’entrata in vigore del SSN era stata progettata non senza le coperture derivanti dalle trattenute sui salari e sugli stipendi degli italiani, coperture percentualmente pari al 19/20% dell’Irpef versata sul lordo degli emolumenti. Vale a dire che gli italiani hanno sempre pagato le quote per poter usufruire della sanità pubblica. Quote risultate però, da un certo momento in poi (in realtà prima del previsto), non più sufficienti, tanto da indurre il Governo di allora ad applicare i ticket sanitari.

Nel frattempo la sanità pubblica stava comunque segnando il passo, anche a causa del lento ma progressivo diffondersi dei servizi privati; prima qualche medico specialista, poi veri e propri centri di cura, tutti a pagamento. A quel punto, la sanità pubblica, per non rischiare di perdere le professionalità più brillanti e ricercate, decise di attivare i servizi di “intramoenia”. In sostanza, medici e personale degli ospedali pubblici autorizzati a garantire anche prestazioni private in seno alle Asl. Alimentando uno dei più grandi equivoci del SSN: una prenotazione in regime mutualistico, con il solo pagamento del ticket, può richiedere settimane o mesi di attesa, ma in “intramoenia”, quindi a pagamento, quella stessa prestazione può essere assicurata nel volgere di pochissimi giorni, spesso dagli stessi specialisti.

Ed ora siamo all’aumento dei ticket, che può apparire un semplice aggiornamento, ma in realtà è un altro “regalo” alla sanità privata perché riduce ulteriormente la forbice tra i ticket e i costi di parecchie prestazioni private. Mettendo alla corda i principi di quella legge 833 che aveva reso la cura della salute un diritto pubblico e universale.

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1 Commento

1 Commento

  1. Bb68

    24 Settembre 2026 at 17:17

    grazie a Giorgia stronza e di un governo che toglie il bollo e aumenta tasse giocando sulla salute , povera Italia da terzo mondo

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