BiellaPausa Caffè
Il fotovoltaico che distrugge i campi è “green”?
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana
Il delirio green che si è abbattuto sul mondo occidentale, alimentato da interessi più o meno occulti, coinvolge ovviamente anche il Biellese e zone limitrofe. Come sempre quando entrano in gioco i poteri economici forti, i progetti non si discutono, ma si impongono con la forza del denaro. E così, nel Vercellese, intorno a Carisio, ma non solo, sono già stati acquistati alcuni ettari di risaie per piazzare i pannelli fotovoltaici ed anche nel Biellese alcuni terreni sono stati individuati ed il loro destino pare segnato.
Tutto ciò si traduce in un assedio al mondo agricolo, nella distruzione di aree verdi, nel paradosso che vede sacrificati ampi angoli di natura e quindi di vegetazione sbandierando vessilli ecologici ed altrettanti proclami (appunto la politica green) che vedranno in realtà aree di campagna estesissime interamente ricoperte da pannelli solari, che deturperanno il paesaggio e serviranno (se serviranno) ad alimentare le esigenze (e quindi i profitti) di qualche impresa.
E’ il solito giochino delle lobby che sottomette la politica ai suoi interessi ed allunga i propri artigli sui beni di tutti. Al di là di queste riflessioni e prima di sentirmi accusare di fare del complottismo (ormai lo si fa sempre quando uno ha un’idea che esula dal pensiero unico dominante), mi soffermo su di un ipotetico compromesso che forse potrebbe salvare, come si suol dire, capra e cavoli. Ma perché questi orridi pannelli fotovoltaici, anziché sui campi, non vengono collocati sui tetti di fabbriche dismesse o su ampie aree adibite a parcheggi nei centri commerciali?
Ipotesi: viste le polemiche di questi giorni sul pagamento dei parcheggi dell’ospedale, perché non ipotizzare di coprirli interamente con pannelli fotovoltaici che potrebbero portare qualche spicciolo ai comuni e sotto ai quali le auto di chi frequenta l’ospedale potrebbero essere al riparo? Si andrebbe in tal modo ad utilizzare un’area molto ampia senza aggredire i campi coltivati o altre aree verdi, rendendo un servizio con una soluzione molto green. Ovviamente altrettanto si potrebbe fare sui parcheggi dei centri commerciali e dei supermercati, numerosissimi nel Biellese o anche sui parcheggi comunali più ampi.
L’aggressione al mondo agricolo italiano, da tempo in atto anche con la complicità di politiche europee dissennate (per usare un eufemismo) è una realtà che impone un cambio di rotta anche nelle scelte energetiche che guardano al futuro. Senza concedere spazi a speculazioni più o meno occulte che spesso ci vengono somministrate alimentando allarmismi studiati a tavolino.
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.Bruno
27 Novembre 2025 at 17:23
vorrei sapere poi dopo aver deturpato il paesaggio ,sono orribili da vedere, per arricchire le lobby di potere, quando non funzioneranno più dove smaltire mi tutto il silicio, finirà come le scorie nucleari lì a contaminare per centinaia di anni , in barba alla salute di tutti
Marco
28 Novembre 2025 at 7:52
Il silicio si ricava dalla comune sabbia. Non ci sono evidenze scientifiche che la sabbia sia nociva per la salute, salvo che venga ingerita. Ma non credo che bruno vada in giro a mangiare sabbia. In ogni caso, è scientificamente provato che è meglio una singola centrale nucleare che migliaia di pannelli fotovoltaici. La centrale nucleare produce energia veramente green per decenni e non inquina e non è pericolosa e per fortuna presto torneremo anche in Italia a produrre energia elettrica in questo modo.
steap63
28 Novembre 2025 at 14:46
Quando avremo riempito tutti i terreni agricoli di pannelli solari ci accorgeremo che non possiamo mangiare pannelli solari…..in giro è pieno di capannoni semiabbandonati con su tanto eternit e con coperture di decine e decine di metri quadrati. Inoltre qualche centrale nucleare forse verrebbe utile…. se fossimo in un paese serio e con una pianificazione energetica…. ma non lo siamo. Buttiamo soldi in inutili ponti
Emerson
28 Novembre 2025 at 9:41
sono pienamente d’accordo con il signor Pezzana, in tutto.
Questi pannelli, si potrebbero piazzare in posti meno impattanti per il paesaggio e per non rubare mq utili all agricoltura, evidentemente, costa meno piazzarli in spazi aperti, che ricoprire capannoni o parcheggi.
Risparmiare a scapito del territorio.
Ettore
28 Novembre 2025 at 12:33
Rende molto di più fare parchi fotovoltaici che coltivare riso e patate.
.Bruno
29 Novembre 2025 at 8:31
se aspettate la costruzione di centrali nucleari in Italia così chiamate meno inquinanti mi sa tra mille anni prima bisogna comperare armi per arricchire tramp come se tutti i popoli ci attaccano armati , ma vi rendete conto di quante baggianate questo governo sta facendo , non abbiamo eserciti preparati a uccidere neanche una mosca maci armiamo, bho!