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I molti riflettori sui giardini Zumaglini

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana

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Quando ero ragazzino, mai avrei immaginato che i giardini Zumaglini sarebbero divenuti l’argomento più discusso della città. Anzi, per noi sbarbatelli quelli erano i giardini e basta. Solo più tardi avremmo scoperto la loro denominazione completa, giardini Zumaglini, in omaggio a Maurizio Zumaglini, medico e botanico originario di Benna, vissuto tra il 1804 ed il 1865, che lasciò, tra l’altro, una monumentale opera intitolata Flora Pedemontana. Per questo suo studio forsennato e meritorio in ambito botanico, gli furono intitolati i giardini pubblici di Biella.

Proprio quei giardini che in quest’ultima settimana sono diventati l’argomento di maggiore discussione in città.

Intanto per l’intento dell’amministrazione di palazzo Oropa di spostare ben 48 alberi di ciliegio per fare posto al mercato; una decisione che non ha trovato il gradimento di un’ampia parte della cittadinanza che non vede di buon occhio la “ricollocazione” di quegli alberi e che non è affatto convinta che il trasferimento del mercato in quella zona sia una buona idea.

Poi, ci si sta interrogando sulla destinazione dell’ex Capannina, il locale all’interno del parco, un tempo frequentatissimo bar/gelateria ed oggi in stato di abbandono, oggetto delle solite incursioni becere di vandali che qualcuno insiste a collocare tra i seguaci della “street art”, ma che in realtà sono solo degli imbrattatori nullafacenti.

Ristrutturare quell’edificio per farne la sede biellese del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) potrebbe sembrare un’ottima intuizione, considerando soprattutto l’intensa opera di recupero e divulgazione che quel Fondo svolge a favore di dimore storiche e parchi di tutt’Italia. A mio avviso però, prima di pensare alla destinazione dell’ex Capannina, sarebbe necessario un possente intervento a tutela della sicurezza di chi i giardini Zumaglini li frequenta.

Quando ero ragazzo, si narrava di un soggetto vestito di un solo impermeabile che, nascosto tra i cespugli, alla vista di una ragazza sola, si poneva al suo cospetto mostrando le sue improbabili grazie. Mai saputo chi fosse costui e della sua reale esistenza.

Oggi invece, i giardini sono purtroppo popolati da un manipolo di balordi, ubriachi, fors’anche tossici, italiani e stranieri, che rappresentano una minaccia reale per chi attraversa quell’area e lo hanno già ripetutamente dimostrato, rendendosi protagonisti di episodi deprecabili.

Per questo la Lega, nei giorni scorsi, ha chiesto che i giardini Zumaglini vengano riconosciuti come “zona rossa”, un’area cioè entro la quale le forze dell’ordine possano agire con maggiore disinvoltura e decisione, mettendo in sicurezza il più importante parco pubblico cittadino. Un passo importante per restituire i giardini Zumaglini ai biellesi.

Liberando quindi il campo alla discussione sui prossimi progetti che riguarderanno quell’area.

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