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BiellaPausa Caffè

Eravamo in 42 con un solo maestro

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica curata da Giorgio Pezzana

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Dunque, da lunedì sono tornati a scuola 17mila 277 scolari e studenti che sono andati ad occupare 977 aule. Una media di 17,68 ragazzi per ogni aula, che arrotonderemo a 18. Non posso non tornare con la memoria ai miei primi giorni di scuola alle elementari “De Amicis” di Biella.

Erano i primissimi anni ’60, eravamo in 42 in classe con un unico maestro che si chiamava Michelangelo Zilioli e che in realtà tutti chiamavano professore perché, oltre alle magistrali, aveva frequentato il Conservatorio ove si era diplomato in violoncello. Di quei 42, almeno una dozzina erano bambini figli di famiglie venute dal Sud. Erano gli anni del boom economico, ma anche demografico. Le industrie del Nord, Fiat in testa, avevano chiamato migliaia di lavoratori che avevano lasciato le campagne del Sud con la speranza di una vita meno faticosa e meno incerta. Erano bambini che venivano da altre culture, altre tradizioni, certamente minor benessere e minor presenza genitoriale, visto che si trattava spesso di famiglie numerose. I genitori di quei bambini, li seguivano come potevano nei compiti e nelle lezioni.

Ma molti di loro erano semianalfabeti, facevano lavori faticosi in fabbrica o nei cantieri e molti dei loro figli, anche quelli più piccoli, trascorrevano molte ore a giocare all’oratorio di San Cassiano, nel quartiere Riva, ove i sacerdoti salesiani li vigilavano con giusta severità, oppure giocavano per strada, nei vicoli, sino a sera. Il loro rendimento scolastico, ovviamente, risentiva pesantemente di queste situazioni ed inevitabilmente costringeva l’insegnante a rallentare il percorso didattico, già affannoso visto il super affollamento della classe. Molti genitori si lamentarono e, del resto, il problema riguardava un po’ tutte le scuole elementari del Nord Italia. E fu così che arrivò la decisione di dare vita a classi differenziali. Un provvedimento che oggi scatenerebbe proteste, interrogazioni parlamentari e bufere mediatiche. Le differenziali erano classi destinate a chi aveva difficoltà di apprendimento, sia per ragioni cultural/familiari, sia per deficit di natura psichica. Erano state istituite all’inizio del ‘900 e furono abolite solo nel 1992.

Questi ricordi mi affollano la mente quando sento parlare di “classi pollaio” cioè con 27/30 iscritti; quando mi si parla di due o più insegnanti per classe; quando sento nei racconti di mia figlia dei battibecchi tra genitori per la qualità della mensa, il costo dei libri, i metodi di insegnamento oppure vedo le auto in terza fila fuori dalle scuole all’ora dell’uscita.

Prevengo coloro che diranno che le mie sono nostalgie, che il boom degli anni ’60 era un inganno, che “grazie a Dio non è più così”. Nessuna nostalgia né rimpianti.

Solo una testimonianza, sulla quale spendere qualche riflessione.

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