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Biella e il casting per i cattivi Disney
Il comitato M come Matteotti: “Crudelia Demon voleva i dalmata, la Regina di Cuori tagliava la testa a tutti e la strega voleva il cuore di Biancaneve. A Biella la maggioranza sembra aver scelto i ciliegi…”
L’intervento del Comitato “M come Matteotti” sulla questione degli alberi del centro da trasferire per far posto al mercato. Riceviamo e pubblichiamo.
C’è qualcosa di straniante nel leggere, nel pieno di estati sempre più calde, quanto siano importanti gli alberi nelle città e scoprire contemporaneamente che, secondo quanto reso noto, l’amministrazione comunale di Biella sta progettando di spostare 48 ciliegi adulti dal lato nord dei Giardini Zumaglini, eliminare le aiuole e i melograni davanti alla Fons Vitae e trasferire altri alberi e panchine per fare spazio a nuove pavimentazioni.
Crudelia Demon voleva i dalmata, la Regina di Cuori tagliava la testa a tutti e la strega voleva il cuore di Biancaneve. A Biella la maggioranza sembra aver scelto i ciliegi.
Mancano soltanto il mantello, il corvo sulla spalla e una canzone minacciosa mentre viene mostrato il rendering del nuovo regno minerale.
Il Comitato M come Matteotti non è contrario alla riqualificazione del centro e non considera il mercato un problema. Ma riqualificare dovrebbe significare rendere una città più vivibile, bella e capace di affrontare il futuro. Non trattare alberi trentennali come se fossero fioriere da spostare con un transpallet. Tutto questo in un momento in cui l’incuria verso il verde cittadino è evidente. Ci chiediamo perché ci si occupi dei ciliegi e non dei Giardini o delle piccole giungle che crescono in città.
Governare, per altro, sarebbe la nobile arte di trovare compromessi per il vantaggio del maggior numero di cittadini, evitando di acuire ad ogni passo il conflitto tra cittadini e tra cittadini e Amministrazione comunale.
Il sindaco Marzio Olivero ha dichiarato che la superficie verde resterà “pressoché invariata”. Ma il verde non si misura soltanto con il righello.
Un ciliegio adulto non equivale a una piantina appena acquistata. Contano la chioma, l’ombra, l’età, le radici, la capacità di rinfrescare la piazza e il tempo necessario perché un eventuale nuovo albero possa svolgere le stesse funzioni. Un metro quadrato di prato disegnato su un rendering non sostituisce un albero cresciuto per trent’anni.
Per questo chiediamo al sindaco Olivero, alla Giunta e a ogni consigliera e consigliere della maggioranza:
perché volete diventare i cattivi della Disney di questa storia?
Perché, mentre il caldo urbano diventa un problema di salute pubblica sempre più serio in qualunque città, a Biella un po’ di più per l’età media di chi ci vive, si è scelto un progetto che interviene proprio sugli alberi maturi, quelli che donano più ombra e refrigerio?
Dove sono la relazione agronomica completa, l’analisi pianta per pianta, lo studio degli apparati radicali, le destinazioni previste, le modalità di preparazione e le percentuali realistiche di attecchimento? Esiste un parere tecnico ufficiale e, se esiste, perché non è stato reso pubblico?
Chi ne risponderà, se una parte dei ciliegi non sopravvivrà allo spostamento?
Perché aiuole, alberi e zone ombreggiate continuano a essere considerati inutili spazi vuoti in attesa di essere pavimentati?
E perché un intervento da circa due milioni di euro, secondo quanto reso noto finanziato con l’avanzo di bilancio, è arrivato a uno stadio così avanzato senza che fosse nel programma elettorale e nell’assoluta assenza di un vero confronto pubblico preventivo con cittadinanza, associazioni ambientaliste, professionisti e utilizzatori della piazza?
Dopo i 18 alberi già sacrificati nella sistemazione di piazza Vittorio Veneto, davvero il seguito che state scrivendo deve intitolarsi “La scure sui Sakura”?
Chiediamo che qualsiasi spostamento venga sospeso fino alla pubblicazione di:
- una valutazione arboricolturale indipendente e completa;
- un censimento con condizioni e prospettive di ogni singolo albero;
- modalità, tempi, destinazioni e costi dei trapianti;
- garanzie di cura e monitoraggio negli anni successivi;
- un piano trasparente di sostituzione e compensazione in caso di mancato attecchimento;
- soluzioni progettuali alternative che assumano come condizione prioritaria la permanenza degli alberi maturi.
Resta inoltre il tema dei melograni, per i quali pare che l’unica possibilità sia il taglio senza prevedere una loro ricollocazione. L’amministrazione ha presente l’importanza di quel piccolo punto di sosta all’ombra per bambini e famiglie?
Chiediamo inoltre una commissione pubblica aperta, nella quale il progetto possa essere discusso prima dell’apertura dei cantieri e non raccontato alla città quando ogni decisione è già stata presa.
Su questo terreno il Comitato M come Matteotti aderisce convintamente alla petizione “Salviamo il verde di Biella”, promossa dal Partito Democratico – Circolo di Biella, Biella C’è, Buongiorno Biella, MoVimento 5 Stelle Biella, CostruiAmo Biella e Alleanza Verdi Sinistra Biella. Condividiamo l’allarme che la petizione solleva e la richiesta che rivolge al sindaco e alla Giunta: ripensare il progetto e impegnarsi a tutelare e accrescere il patrimonio arboreo della città. Invitiamo tutte e tutti a firmarla.
Gli alberi non sono comparse. Non sono arredo mobile. Non sono un ostacolo fra una ruspa e una nuova distesa di pietra. Sono un bene inestimabile e, al momento, l’unico metodo esistente e fruibile da tutti per cercare rifugio dal cambiamento climatico.
Biella non ha bisogno di un altro cattivo Disney.
Ha bisogno di un’amministrazione che comprenda che proteggere ciò che impiega decenni a crescere non significa essere contrari al cambiamento. Significa semplicemente non confondere il futuro e il progresso con un rendering.
Comitato M come Matteotti
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