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“Anticomunismo viscerale e revisionismo storico: i riferimenti di Fratelli d’Italia biellese”

Gabriele Urban (Pmli): “Nelle parole del sindaco Olivero una preoccupante distorsione della realtà storica e politica. I dirigenti di Fratelli d’Italia se ne facciano una ragione: anche il Primo Maggio vedranno sfilare le nostre bandiere rosse”.

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L’intervento di Gabriele Urban per il Parti marxista-leninista italiano di Biella. Riceviamo e pubblichiamo.

A rileggere le dichiarazioni del sindaco di Biella, in quota Fratelli d’Italia, Marzio Olivero, emerge un impianto politico segnato da anticomunismo viscerale e da una preoccupante distorsione della realtà storica e politica. In questo quadro non può passare inosservato come, sul proprio profilo pubblico, il sindaco abbia condiviso contenuti e immagini riconducibili alla figura di Giorgio Almirante, fucilatore di partigiani ed esponente storico della tradizione neofascista italiana.

Si tratta di elementi pubblici che contribuiscono a delineare un orientamento politico e culturale inconciliabile con i valori della Resistenza.

È grave che proprio in occasione del 25 Aprile, giornata che celebra la Liberazione dal nazifascismo, si tenti di ridimensionare o delegittimare il valore dell’antifascismo, arrivando a definirlo “anacronistico”. Una simile affermazione contraddice il significato storico e attuale della Resistenza. L’antifascismo non è un residuo del passato, ma un principio vivo e attuale, fondato sull’esperienza concreta della lotta di liberazione nazionale. Esso rappresenta l’eredità politica e morale lasciata dagli oltre 700 partigiani caduti nel territorio biellese,
per abbattere il regime fascista e l’occupazione nazista.

Per le comuniste e i comunisti l’antifascismo non è una celebrazione rituale, ma una pratica quotidiana. Si esprime nella difesa dei diritti dei lavoratori, nella lotta contro la precarietà e lo sfruttamento, nell’opposizione a misure repressive come il cosiddetto “decreto sicurezza”, e nella solidarietà verso i migranti e le fasce popolari colpite dalle politiche governative. In questo senso l’antifascismo si pone in netto contrasto con politiche e visioni che comprimono i diritti sociali e civili e alimentano divisioni tra le masse popolari.

Particolarmente grave è inoltre la polemica dei giovani di FdI sulla presenza, nei cortei del 25 Aprile, di bandiere rosse con falce e martello e della Palestina. Si tratta di una posizione che denota il palese tentativo revisionista di riscrivere la storia della Resistenza e della solidarietà internazionalista. Una parte rilevante dei partigiani che contribuirono alla Liberazione nel Biellese, si riconosceva infatti negli ideali comunisti e combatteva sotto quei simboli. Allo stesso modo è un dato storico che una componente significativa dei membri dell’Assemblea Costituente del 1948 provenisse dal movimento comunista, contribuendo in maniera determinante alla definizione dei principi fondamentali della Costituzione repubblicana. Contestare questi simboli significa, nei fatti, mettere in discussione una parte essenziale della storia della Liberazione e del processo costituente del nostro Paese.

La contestazione della bandiera palestinese rivela una rimozione della realtà dei conflitti contemporanei. Oggi, di fronte alla situazione in Palestina, schierarsi contro il genocidio di un popolo non è una scelta accessoria, ma una necessità politica. Per le comuniste e i comunisti, l’internazionalismo significa stare dalla parte dei popoli oppressi contro ogni forma di dominio e violenza. Come durante la Resistenza non era possibile essere neutrali di fronte al nazifascismo, così oggi non è accettabile ignorare le responsabilità del governo nazisionista di Benjamin Netanyahu che sta praticando un genocidio contro la popolazione palestinese.

Invitiamo i dirigenti di Fratelli d’Italia a farsene una ragione e ad affacciarsi dal balconcino dalla sede di via Italia in occasione del Primo Maggio, Festa internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori così durante il corteo vedranno sfilare ancora una volta un mare di bandiere rosse con falce e martello, espressione viva delle lotte del movimento operaio per un mondo senza guerre, senza razzismo e senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Gabriele Urban per il Pmli Biella

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