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Emergenza sicurezza nel Biellese: un allarme che non può più restare inascoltato

La nuova versione de “Il Dardo”, la rubrica di Guido Dellarovere

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Il volto di Biella sta cambiando, e non nel modo in cui i suoi cittadini speravano. Quella che un tempo era l’isola felice ai piedi delle Alpi, oggi si ritrova a fare i conti con un’escalation di microcriminalità, degrado urbano e tensioni sociali che minano profondamente la percezione di sicurezza e la qualità della vita quotidiana. I recenti fatti di cronaca di gennaio 2026 hanno scoperchiato un vaso di Pandora che richiede una riflessione urgente e azioni coraggiose.

L’allarme più vivido arriva proprio dal salotto buono di Biella. Gli episodi di aggressione e tentava rapina, come quello avvenuto recentemente in Piazza del Monte dove un giovane è stato colpito al volto e inseguito per un portafogli, non sono più casi isolati. La presenza di gruppi molesti, spesso in stato di alterazione alcolica, sta trasformando le vie centrali in zone di “frontiera” dove il cittadino comune inizia a provare timore, specialmente nelle ore serali.

A questo si aggiunge la polveriera del sistema carcerario. La casa circondariale di Biella è teatro di una violenza senza sosta: solo nel 2025 si sono contate ben 44 aggressioni ai danni di agenti e medici, un dato che riflette una tensione che inevitabilmente trabocca oltre le mura di via dei Prati.

In questo scenario critico, l’unica vera diga è rappresentata dall’impegno instancabile della Polizia Locale e delle altre Forze di Polizia. I numeri del bilancio 2025 della Polizia Locale di Biella parlano chiaro: un’attività febbrile che va oltre la semplice viabilità, toccando la sicurezza urbana con oltre 55 notizie di reato e migliaia di accertamenti sul territorio.

La strategia vincente è quella dei controlli interforze. Recentemente, operazioni congiunte tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno setacciato il territorio, riscontrando gravi irregolarità non solo nella sicurezza stradale, ma anche nel mondo del lavoro e dell’ambiente, dimostrando che la criminalità si annida in diverse forme.

C’è però una luce in fondo al tunnel. Il Ministero dell’Interno ha risposto alle grida d’aiuto del territorio inviando nuovi agenti di Polizia a rinforzare gli organici proprio in questo inizio 2026. Parallelamente, il Comune sta investendo in risorse umane e tecnologiche, con nuovi bandi per l’assunzione di agenti municipali e l’implementazione di sistemi di videosorveglianza avanzati.

Tuttavia, la sicurezza non può essere delegata solo alle divise. Serve una sinergia tra amministrazione, istituzioni e cittadini. L’allarme è lanciato: Biella non può permettersi di scivolare nell’apatia del degrado. È necessario sostenere chi ogni giorno rischia la vita per le strade, garantendo loro non solo “slogan”, ma mezzi e risorse finanziare adeguate, per evitare che il senso di impunità prenda il sopravvento.

La sfida per il 2026 è chiara: restituire il Biellese ai biellesi, trasformando la paura in una nuova, solida cultura della legalità.

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1 Commento

1 Commento

  1. .Bruno

    2 Febbraio 2026 at 16:34

    se non si cambiano leggi che impediscono l insegnamento della cultura civica nelle scuole, e se poi i giovani sul cellulare vedono scene di violenza come in america., ripetono gli stessi errori, anche la politica che vede nemici dappertutto e usa toni violenti anche verbali ,oltre la legge Nordio che non educa ma solo riempie le carceri , l Italia come Biella è allo sbando

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