BiellaIl Dardo
Biella: l’eterna incompiuta tra luci spente e sogni faraonici
La nuova versione de “Il Dardo”, la rubrica di Guido Dellarovere
C’era una volta la politica del fare. Oggi, in provincia di Biella, sembra essere stata sostituita dalla politica dell’annunciare. Con l’approssimarsi delle elezioni provinciali, abbiamo assistito alla calata dal cielo di un elenco di “opere faraoniche” che farebbe invidia a una metropoli asiatica, ma che puzza lontano un miglio di mera propaganda elettorale.
Il copione è trito e ritrito: il presidente uscente, a caccia di una riconferma o di un posizionamento politico, sfodera rendering scintillanti e progetti mastodontici. Peccato che, grattando sotto la superficie della vernice fresca, emerga la solita, deprimente realtà: non c’è copertura economica. Si vendono sogni con le tasche vuote, trasformando le istituzioni in un’agenzia pubblicitaria a costo zero per chi detiene il potere.
Mentre si discute di ponti avveniristici e infrastrutture da fantascienza, la quotidianità del cittadino biellese è fatta di strade gruviera e, letteralmente, di oscurità. È paradossale, se non offensivo, presentare piani pluriennali da milioni di euro quando la Provincia non riesce a garantire il minimo sindacale: la manutenzione ordinaria.
Percorrere le nostre strade provinciali dopo il tramonto è diventato un esercizio di sopravvivenza. Rotonde che restano al buio perché le luci pubbliche rimangono spente, ufficialmente per “risparmio” o “guasti tecnici”, in realtà per una cronica incapacità di gestione dei servizi essenziali. Una provincia che non accende i lampioni non ha il diritto morale di promettere nuove cattedrali nel deserto.
La priorità dovrebbe essere una sola: la sicurezza. Prima di gettare nuovo cemento per opere di cui probabilmente non vedremo mai la fine, sarebbe opportuno riasfaltare i crateri che flagellano le nostre valli e ridare dignità al decoro urbano. La manutenzione non taglia nastri, non regala titoli sui giornali e non attira i flash dei fotografi, ma è ciò che serve a chi vive il territorio ogni giorno.
Questa “fiera delle vanità” pre-elettorale è un insulto all’intelligenza dei cittadini. Presentare progetti privi di finanziamenti certi è un gioco pericoloso che alimenta il cinismo e la sfiducia nelle istituzioni. Se il Presidente uscente vuole davvero fare il bene del Biellese, spenga i proiettori della propaganda e accenda quelli delle nostre strade. Meno rendering, più bitume. Meno sogni faraonici, più lampadine funzionanti. Perché un territorio al buio, per quanto sfarzosi siano i suoi progetti sulla carta, resta un territorio che sta perdendo la strada di casa.
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Paolo
2 Marzo 2026 at 16:12
Quando parla di Provincia di Biella ovviamente parla anche del Comune di Biella che soffre degli stessi problemi, vero?
Quando scrive “politica dell’annunciare”, progetti faraonici, rendering scintillanti etc etc fa un paragone con il Comune di Biella, vero?