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Ristrutturazioni domestiche: come accrescere il comfort termico-acustico con infissi e finestre

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Ristrutturazione e scelta di infissi e finestre
Ristrutturazione e scelta di infissi e finestre (© Redazione / AI)

Il comfort termico-acustico è una componente fondamentale della qualità abitativa: una casa che mantiene temperature gradevoli in ogni stagione e ambienti protetti dai rumori esterni offre condizioni di benessere che si avvertono in ogni momento della giornata, dal riposo notturno alle ore di lavoro o di studio tra le mura domestiche.

È dunque uno degli aspetti su cui si interviene maggiormente quando si affrontano delle ristrutturazioni, rivolgendo particolare attenzione agli infissi, che dell’involucro sono il punto più esposto al passaggio del calore e del suono.

Per capire quando è necessario intervenire in fase di ristrutturazione per migliorare il comfort termico-acustico ci siamo rivolti agli esperti di DAKO, azienda specializzata che realizza infissi e finestre per la casa con componenti selezionati da fornitori qualificati e sottopone sistematicamente i propri prodotti a procedure di controllo e certificazione.

Da cosa si capisce che è arrivato il momento di sostituire gli infissi?

Ci sono alcuni segnali abbastanza chiari e chi vive la casa li nota prima di qualsiasi verifica tecnica. Il più immediato è la sensazione di spifferi in prossimità delle finestre chiuse, un movimento d’aria che si percepisce avvicinando la mano al perimetro dell’anta e che indica una tenuta ormai compromessa.

C’è poi il comportamento del vetro nelle giornate fredde: una superficie gelida al tatto, magari accompagnata da condensa sul lato interno o sui profili, racconta di un infisso che non riesce più a separare efficacemente l’interno dall’esterno. Sul fronte acustico, il segnale è la nitidezza con cui i rumori della strada arrivano negli ambienti anche a finestre chiuse: quando il traffico o le voci si sentono come se la finestra fosse socchiusa, la capacità fonoisolante del serramento è limitata.

A questi si aggiungono i segnali meccanici: ante che chiudono con difficoltà, maniglie che richiedono forza, ferramenta che ha perso la registrazione originaria. Sono indicazioni che riguardano il funzionamento quotidiano ma parlano anche delle prestazioni, perché un’anta che non aderisce più correttamente al telaio lascia passare aria, calore e rumore.

Sul piano del comfort termico, cosa cambia con infissi nuovi?

Cambia parecchio, a partire dalla stabilità della temperatura. Gli ambienti smettono di raffreddarsi rapidamente quando l’impianto si spegne, il calore prodotto resta in casa più a lungo e la zona vicino alle finestre, che con serramenti datati tende a essere la più fredda della stanza, torna a essere pienamente confortevole: ci si può sedere accanto a una vetrata in pieno inverno senza avvertire la parete fredda né correnti discendenti.

Questo dipende dalla temperatura superficiale del vetro, che nei prodotti attuali resta vicina a quella dell’ambiente: viene meno il fenomeno per cui l’aria a contatto con una superficie fredda scende creando quel caratteristico senso di disagio, e sparisce con esso la condensa che si formava nei punti più freddi.

Ne consegue che d’inverno le vetrocamere basso-emissive trattengono il calore all’interno, riflettendolo verso gli ambienti invece di lasciarlo disperdere, mentre d’estate i trattamenti del vetro contengono l’ingresso della radiazione solare, e le stanze esposte si surriscaldano più lentamente.

Il profilo accompagna questo lavoro con la propria struttura isolante, e l’insieme si traduce in una casa che richiede meno energia per mantenere le condizioni desiderate: il comfort cresce e i consumi degli impianti si alleggeriscono di conseguenza.

E per quanto riguarda i rumori che arrivano dall’esterno?

Anche su questo fronte la sostituzione incide in modo netto, perché la finestra è il punto attraverso cui il rumore entra più facilmente: la parete piena oppone al suono una massa che il vano finestra non ha, ed è lì che si decide l’acustica di un ambiente. Il primo contributo arriva dalla tenuta: una quota importante del rumore filtra dalle fessure e dalle battute prima ancora che attraverso il vetro, e le guarnizioni multiple dei serramenti attuali, comprimendosi su più livelli lungo tutto il perimetro, chiudono questi passaggi. È la ragione per cui già la semplice sostituzione di un infisso datato con uno ben costruito produce un abbattimento percepibile del rumore, ancora prima di considerare vetri speciali.

Sul vetro si lavora poi in modo mirato. Le vetrocamere destinate all’isolamento acustico montano lastre di spessore differenziato, perché ogni spessore smorza frequenze diverse e la combinazione copre uno spettro più ampio di rumori, dal rombo profondo del traffico alle frequenze più acute; nelle situazioni più esigenti si impiegano vetri stratificati con pellicole dalle proprietà acustiche, che aggiungono uno smorzamento ulteriore.

La prestazione complessiva viene espressa da un valore di abbattimento in decibel riportato nelle schede dei prodotti, un riferimento utile per confrontare le soluzioni e sceglierle in base alla rumorosità del contesto in cui si trova la casa.

Anche la posa in opera ha un peso su questi aspetti?

Sì, un peso decisivo, al punto che la consideriamo parte integrante della prestazione. Il serramento migliore esprime i propri valori solo se il collegamento con la muratura è realizzato correttamente: il giunto di posa, ovvero lo spazio che corre tra il telaio e il vano murario, va riempito e sigillato con materiali e tecniche adeguati, perché qualsiasi discontinuità in quel perimetro diventa una via di passaggio per l’aria, il calore e il suono. Una finestra dalle ottime prestazioni certificate, montata con un giunto trascurato, restituisce negli ambienti risultati lontani da quelli che i suoi numeri prometterebbero.

La posa a regola d’arte lavora su tre livelli: verso l’esterno la sigillatura protegge dall’acqua e dagli agenti atmosferici, al centro l’isolamento riempie il giunto contrastando il passaggio di calore e rumore, verso l’interno la barriera al vapore evita che l’umidità degli ambienti penetri nel giunto stesso. Anche il vano finestra nel suo insieme merita attenzione: nelle ristrutturazioni che coinvolgono cassonetti e spallette, trattare questi elementi insieme al serramento consente di eliminare i punti deboli residui e di ottenere un risultato uniforme su tutto il perimetro dell’apertura. Per questo il consiglio è di affidare l’installazione a posatori qualificati, che completano la qualità del prodotto con la qualità della messa in opera.

Ci sono strumenti che supportano questo tipo di intervento?

Sì, il quadro attuale è piuttosto favorevole. La sostituzione degli infissi rientra nel 2026 in due percorsi di detrazione fiscale: il Bonus Ristrutturazione, collegato agli interventi edilizi sull’immobile, e l’Ecobonus, dedicato alla riqualificazione energetica e legato al rispetto di requisiti di trasmittanza termica da parte dei nuovi serramenti. Entrambi riconoscono una detrazione del 50% sulla prima casa e del 36% sugli altri immobili, ripartita in dieci quote annuali, con massimali e adempimenti propri di ciascun percorso.

La scelta tra i due strumenti dipende dalla natura dell’intervento e dalle caratteristiche dell’immobile, e conviene definirla in fase di preventivo, quando è possibile verificare i requisiti tecnici dei prodotti e impostare correttamente la documentazione richiesta, dal bonifico parlante all’eventuale pratica ENEA. Le condizioni in vigore sono confermate fino al termine dell’anno, e per chi sta già progettando una ristrutturazione rappresentano un contesto che rende l’intervento sugli infissi ancora più interessante da includere nel programma dei lavori.

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