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Kolo Muani-Woltemade, il nuovo dualismo della Juventus: due centravanti per le idee di Spalletti

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La Juventus si trova davanti a un problema che Luciano Spalletti potrebbe trasformare in una risorsa. Randal Kolo Muani e Nick Woltemade sono i due principali riferimenti offensivi della squadra, ma ridurre la questione a una semplice scelta tra titolare e riserva sarebbe probabilmente un errore. I due attaccanti hanno caratteristiche differenti, pur condividendo una peculiarità importante: nessuno dei due interpreta il ruolo di centravanti in maniera tradizionale.

Kolo Muani ama muoversi, attaccare la profondità, uscire dall’area e creare spazi attraverso la velocità. Woltemade, nonostante una struttura fisica vicina ai due metri, è invece un attaccante sorprendentemente tecnico, capace di abbassarsi tra le linee e partecipare al palleggio. Proprio questa natura ibrida può offrire a Spalletti diverse possibilità, dall’alternanza in base all’avversario fino a una Juventus con entrambi contemporaneamente in campo. Il tecnico stesso ha già aperto chiaramente alla convivenza, spiegando che Woltemade sa giocare in un attacco a due e può legarsi bene con Kolo Muani.

Kolo Muani, velocità e profondità al servizio della Juventus

Kolo Muani resta, almeno in questa prima fase della stagione, il riferimento principale dell’attacco juventino. Tornato definitivamente a Torino dopo la precedente esperienza in prestito e la parentesi al Tottenham, il francese conosce già l’ambiente e ha dimostrato in passato di poter incidere in Serie A: nei primi sei mesi trascorsi alla Juventus nel 2025 aveva chiuso con 10 gol e 3 assist in 22 presenze complessive.

La sua caratteristica più evidente è la capacità di attaccare lo spazio. Quando può ricevere fronte alla porta e partire in velocità diventa difficile da contenere, soprattutto se la Juventus riesce ad attirare gli avversari in avanti prima di verticalizzare. Non è però soltanto un attaccante da contropiede.

Nel corso della carriera Kolo Muani ha giocato sia centralmente sia partendo dalle corsie laterali, soprattutto a destra. È capace di uscire dalla posizione di numero nove, venire incontro al pallone, saltare l’uomo e successivamente riempire nuovamente l’area. La stessa Juventus ne sottolinea versatilità, qualità nel dribbling e capacità di interpretare tanto il ruolo di punta quanto quello di esterno offensivo.

È esattamente il tipo di mobilità che interessa a Spalletti. Il tecnico ha descritto Kolo Muani come un giocatore capace di abbassarsi fino a comportarsi quasi da trequartista e poi di accelerare improvvisamente in verticale.

Il limite resta la continuità sotto porta. Nelle prime apparizioni della nuova Serie A il francese non ha ancora trovato il gol e contro il Milan ha attraversato una serata complicata, ma Spalletti ha pubblicamente ribadito la propria fiducia nei suoi confronti.

Woltemade, quasi due metri con i movimenti di un trequartista

Nick Woltemade rappresenta un profilo completamente diverso da quello che suggerirebbe la sua altezza. Con i suoi 198 centimetri potrebbe sembrare il classico centravanti da utilizzare per occupare l’area, giocare spalle alla porta e attaccare i cross. In realtà è proprio la tecnica con il pallone tra i piedi a renderlo particolare.

La stagione della consacrazione è stata quella disputata con lo Stoccarda nel 2024/25. Woltemade segnò 12 reti in 28 presenze di Bundesliga e contribuì alla conquista della Coppa di Germania, chiudendo complessivamente quell’annata con 18 gol in 36 presenze secondo i dati riportati dalla Juventus.

Il tedesco ama ricevere tra le linee, proteggere il pallone e dialogare con i centrocampisti. È quindi meno statico di quanto la sua stazza possa far immaginare. Può funzionare da riferimento per una verticalizzazione diretta, ma anche abbassarsi permettendo agli esterni o all’altra punta di attaccare lo spazio alle sue spalle. Spalletti ha evidenziato proprio questa doppia natura: fisicità e altezza unite alla capacità di giocare in relazione con i compagni.

Il debutto juventino contro il Milan ha offerto già qualche indicazione. Entrato al 76′ al posto di Douglas Luiz, Woltemade ha giocato contemporaneamente a Kolo Muani e ha partecipato all’assalto finale della Juventus, conquistando anche il calcio di punizione da cui successivamente è nata l’azione del pareggio.

Kolo Muani o Woltemade? Dipenderà anche dall’avversario

L’alternanza tra i due potrebbe diventare una delle armi principali di Spalletti durante la stagione. Quando la Juventus troverà squadre disposte a concedere campo alle proprie spalle, Kolo Muani appare naturalmente favorito. La sua accelerazione può trasformare una riconquista del pallone in un’occasione offensiva nel giro di pochi secondi. Con giocatori capaci di servirlo rapidamente tra le linee o alle spalle della difesa, il francese può diventare devastante.

Woltemade potrebbe invece risultare particolarmente utile contro blocchi più bassi. Quando gli spazi per correre diminuiscono, avere un attaccante capace di ricevere spalle alla porta, proteggere il pallone e dialogare nello stretto permette alla Juventus di sviluppare diversamente l’azione.

La sua altezza aggiunge inoltre una soluzione nel gioco aereo, soprattutto quando una partita entra nella fase in cui aumentano cross e palle inattive. Curiosamente, però, Woltemade non è ancora uno specialista assoluto del colpo di testa: Spalletti ha sottolineato pubblicamente la necessità di migliorare proprio nella finalizzazione e nell’utilizzo della propria struttura fisica dentro l’area. La presenza di due profili tanto diversi consente quindi alla Juventus di cambiare attaccante senza necessariamente cambiare sistema.

Woltemade e Kolo Muani insieme: la soluzione più interessante

La prospettiva tatticamente più intrigante resta comunque quella della coppia. Spalletti non ha nascosto l’idea. Prima di Juventus-Milan aveva già spiegato che Woltemade può giocare a due perché sa dialogare con il compagno d’attacco, creare spazi e sfruttare anche i palloni verticali. Dopo la partita è andato ancora oltre, sottolineando come Woltemade possa agire sotto punta mentre Kolo Muani può partire anche leggermente defilato.

Non si tratterebbe dunque di schierare due centravanti immobili uno accanto all’altro. Sarebbe quasi il contrario. Woltemade potrebbe abbassarsi verso la trequarti, attirando un centrale difensivo e offrendo una sponda. Nello stesso momento Kolo Muani avrebbe lo spazio per partire in diagonale e attaccare la zona lasciata libera. Nell’azione successiva potrebbero invertire i compiti, con il francese largo o tra le linee e il tedesco dentro l’area.

La difficoltà per le difese nascerebbe proprio dalla mancanza di riferimenti. Seguire Woltemade significherebbe rischiare di aprire spazio alle accelerazioni del francese; rimanere bassi significherebbe concedere al tedesco tempo per ricevere e girarsi. In questo senso parlare di “due numeri nove” sarebbe riduttivo. Sono piuttosto due attaccanti associativi, capaci di diventare alternativamente punta, seconda punta o rifinitore.

Come cambierebbe la Juventus con la coppia offensiva

L’utilizzo contemporaneo dei due richiederebbe però qualche rinuncia. La Juventus dispone di diversi giocatori offensivi capaci di partire alle spalle della punta, da Yildiz a Conceição, Zhegrova, Boga e Nico Gonzalez. Schierare Kolo Muani e Woltemade significa quindi inevitabilmente ridurre almeno uno degli spazi destinati ai trequartisti o agli esterni.

Una possibile soluzione è il 4-2-3-1 molto fluido, con Woltemade nominalmente centravanti e Kolo Muani che parte da una posizione laterale per stringere continuamente verso il centro. Un’altra è un 3-4-1-2 o un 4-3-1-2, nel quale un giocatore creativo agisca alle spalle dei due.

C’è poi una configurazione ancora più spallettiana: nessuna posizione realmente fissa. Woltemade viene incontro, Kolo Muani attacca la profondità, il trequartista occupa l’area liberata e gli esterni danno ampiezza. In fase di possesso il sistema potrebbe cambiare continuamente forma.

Il vero problema sarebbe l’equilibrio. Due attaccanti più un giocatore creativo alle loro spalle possono aumentare enormemente il peso offensivo della squadra, ma richiedono centrocampisti capaci di coprire grandi porzioni di campo e una riaggressione immediata dopo la perdita del pallone. Non sorprende quindi che Spalletti abbia finora considerato la coppia soprattutto come una soluzione da costruire gradualmente.

Più complementarità che rivalità

Il dualismo Kolo Muani-Woltemade potrebbe quindi rivelarsi meno netto di quanto sembri. Ci saranno partite nelle quali Spalletti dovrà scegliere, soprattutto in una stagione lunga e con più competizioni, ma la Juventus non ha acquistato necessariamente due giocatori destinati a contendersi lo stesso metro quadrato di campo.

Kolo Muani offre accelerazione, uno contro uno e attacco della profondità. Woltemade aggiunge centimetri, protezione del pallone e capacità associativa. Entrambi, però, possiedono una mobilità superiore a quella del classico centravanti.

Ed è proprio questa caratteristica comune a rendere possibile la convivenza. Per Spalletti la sfida sarà trasformare due attaccanti difficili da classificare in un vantaggio tattico. Alternandoli potrà cambiare il modo in cui la Juventus attacca senza stravolgere la squadra; utilizzandoli insieme potrà invece creare un reparto offensivo nel quale non esiste un vero numero nove fisso.

Il primo esperimento contro il Milan è stato soltanto un assaggio. Se l’intesa crescerà, Kolo Muani contro Woltemade potrebbe presto diventare Kolo Muani con Woltemade. E per una Juventus ancora alla ricerca della propria identità offensiva, sarebbe probabilmente lo sviluppo più interessante dell’intero dualismo.

La Juventus nell’ambito delle scommesse sportive

In ogni caso, la Juventus è sicuramente una delle squadre da cui ci si aspetta moltissimo in stagione, specialmente in campionato. Secondo le valutazioni degli operatori autorizzati, infatti, la squadra di Spalletti è destinata a un campionato di vertice. Per orientarsi meglio tra quote e pronostici per la Serie A, tra gli strumenti più utili ci sono sicuramente i comparatori di quote.

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