Eventi & Cultura
Moda sostenibile, il 19 settembre a Biella la prima sfilata dell’Accademia Unidee
Sabato 19 settembre Cittadellarte ospita “Haute Deconstruction”, prima sfilata del corso di Moda sostenibile dell’Accademia Unidee, con performance di danza, mostre e creazioni degli studenti
Moda, arte, ricerca e sostenibilità si incontrano a Biella in un appuntamento che trasforma la passerella in uno spazio di sperimentazione. Sabato 19 settembre 2026, alle 17.30, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto ospiterà “Haute Deconstruction – The Sustainable Runway”, la prima sfilata del corso di Moda sostenibile dell’Accademia di Arti Contemporanee Unidee.
L’evento, in programma in via Serralunga 27, nasce dal lavoro sviluppato da studenti e docenti dell’Accademia e propone una riflessione sul modo in cui gli abiti possono essere progettati, costruiti e trasformati limitando gli sprechi e recuperando ciò che già esiste.
“Haute Deconstruction”, la moda tra haute couture e decostruzione
Il punto di partenza del fashion show è il dialogo fra due universi apparentemente distanti: da una parte la raffinatezza e la costruzione dell’haute couture francese, dall’altra la poetica della decostruzione giapponese.
Al centro della ricerca c’è soprattutto il ripensamento dell’abito e delle materie utilizzate per realizzarlo. Recuperare, trasformare e riutilizzare materiali esistenti diventa così non soltanto una scelta ambientale, ma un vero strumento creativo attraverso il quale interrogare i tradizionali modelli di produzione e consumo della moda.
Forme, volumi e proporzioni vengono smontati e ricostruiti, mentre tessuti ed elementi già esistenti acquistano una funzione nuova. Il risultato è una passerella nella quale la sostenibilità entra direttamente nel processo progettuale, anziché rimanere soltanto un tema da raccontare.
La prima sfilata del corso di Moda sostenibile dell’Accademia Unidee
“Haute Deconstruction” assume un significato particolare anche per l’Accademia: sarà infatti la prima sfilata del corso di Moda sostenibile.
Il fashion show si svolgerà all’interno dell’opera “Porte | Uffizi” di Michelangelo Pistoletto a Cittadellarte e rappresenterà la sintesi del percorso sviluppato da docenti e studenti, anche grazie alla collaborazione con Fashion B.E.S.T. – Better Ethical Sustainable Think-Tank, tra i primi laboratori dedicati alla ricerca e alla sperimentazione di pratiche responsabili nel sistema moda.
I fashion designer coinvolti nella sfilata sono Melek Bacha, Brian Alessandro Bartolozzi, Giorgia Carnaghi, Alvaro Guimaraes Werner e Anastasia Raccuglia, con la docenza di Renzo Catoni e Francesca Viscomi. La direzione del corso di Moda sostenibile è affidata a Maria Canella, mentre il progetto di allestimento è di Michele Cerruti But.
Alla realizzazione dell’evento partecipano anche realtà e professionalità legate al territorio e al mondo della moda, dalla preparazione di hair styling curata con En.A.I.P. Piemonte – CSF Borgosesia fino a make-up, musica, luci, audio e video.
“Moraine”, danza e cambiamento climatico entrano in scena
La giornata non sarà però soltanto una sfilata. In occasione di “Haute Deconstruction” sarà proposta anche “Moraine”, performance di danza contemporanea del Collettivo Lattea, con costumi progettati e realizzati dagli studenti del corso di Moda sostenibile.
L’opera nasce come una produzione ibrida nella quale danza, musica, arti visive e scienza dialogano per affrontare il rapporto fra corpo, territorio e identità, osservato attraverso gli effetti del cambiamento climatico.
La ricerca si concentra in particolare sulla Valle d’Aosta, territorio nel quale il ritiro dei ghiacciai non modifica soltanto il paesaggio, ma interviene anche sull’identità culturale, sulle economie locali e sulla vita delle comunità.
Sul palco tre danzatrici attraversano un ambiente nel quale il paesaggio montano si intreccia con testimonianze e voci di chi sperimenta direttamente le conseguenze del cambiamento climatico. La scomparsa progressiva dei ghiacciai diventa così memoria, trasformazione e interrogativo sul futuro del rapporto fra uomo e natura.
L’ideazione e l’interpretazione sono affidate a Chiara Cardona, Francesca Massaioli e Ornella Trespidi del Collettivo Lattea. Per i costumi hanno lavorato Giorgia Carnaghi, Anna Coda Zabetta, Anastasia Raccuglia e Agustina Tagle.
Le mostre degli studenti tra moda, memoria e sperimentazione
Ad ampliare ulteriormente il programma saranno alcune esposizioni dedicate alle creazioni degli studenti.
Tra queste figura “Dans les plis”, mostra curata da Ilaria Bernardi e nata da un’idea di Giuliana Setari Carusi e Serena Pomilio Tarquini. Accanto a costumi tradizionali, accessori e gioielli vengono presentati i capi realizzati da Anastasia Raccuglia e Giorgia Carnaghi nell’ambito del corso di Moda sostenibile.
Il percorso comprende inoltre video originali e quattro abiti di scena disegnati da Leila Fteita.
Spazio anche alla Metodologia della progettazione per la sostenibilità, attraverso i lavori “Quel filo rosso che ci unisce” di Anna Coda Zabetta e “The State of Zero Point. Vortex” di Agustina Tagle, sviluppati nell’ambito del corso tenuto da Francesco Snote.
Opere che partono da una ricerca sulla forma, sui materiali e sulla memoria e che riflettono una delle caratteristiche centrali della didattica dell’Accademia: la contaminazione fra discipline e l’ibridazione tra i linguaggi dell’arte e quelli della moda.
A Biella la moda sostenibile diventa laboratorio creativo
L’appuntamento del 19 settembre a Cittadellarte va quindi oltre il concetto tradizionale di sfilata. Abiti, danza, installazione e riflessione ambientale si incontrano all’interno dello stesso progetto, mostrando come la sostenibilità possa diventare un metodo di progettazione e una fonte di creatività, oltre che una necessità per il futuro dell’industria della moda.
Per l’Accademia Unidee sarà anche l’occasione per portare davanti al pubblico il lavoro sviluppato nel corso di Moda sostenibile, in un luogo fortemente legato alla sperimentazione artistica contemporanea come Cittadellarte – Fondazione Pistoletto.
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