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Eventi e cultura

Al Fila Museum una mostra internazionale su Gribaudo e Fontana

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“Cronaca di un viaggio americano 1961” verrà inaugurata venerdì 15 novembre. Il presidente Yoon: “Ospitare opere di grandi autori non solo è un onore, ma contiene in sé un potenziale importantissimo perché la creatività artistica apre le menti e spinge gli uomini a vedere il mondo in modo nuovo”

Venerdì 15 novembre, alle 18, negli spazi della Fondazione Fila Museum, in via dei Seminari a Biella, sarà inaugurata la mostra “Ezio Gribaudo e Lucio Fontana. Cronaca di un viaggio americano 1961”, che resterà aperta fino al 24. Pochi giorni per godere di un’esposizione che nel corso dell’estate, dal 5 giugno al 5 luglio, è stata ospitata dall’Istituto di Cultura Italiana di New York, città di fondamentale importanza per i due protagonisti dell’arte internazionale.

Lucio Fontana, nel 1961, in occasione del viaggio che contribuì a farlo conoscere a livello mondiale, restò affascinato dalla Grande Mela, un luogo misterioso e incredibile in cui proiettare la propria immaginazione e in cui rispecchiare e moltiplicare le proprie scelte stilistiche d’artista. I lavori che realizzò quell’anno vennero proprio intitolati alla città delle mille luci in virtù di questa fascinazione. Fu un momento di svolta per Fontana e durante questo  fertile percorso di acquisizione di una nuova visione, due importanti figure accompagnarono il suo cammino: Ezio Gribaudo ed Enrico Crispolti. In particolare Gribaudo ebbe il compito, durante il viaggio, di raccogliere materiale per poi curare il libro “Devenir de Fontana 1961” . Un rapporto professionale che divenne poi amicizia.

La mostra è quindi un momento fondamentale per rievocare, a distanza di oltre 50 anni, l’atmosfera e le sensazioni newyorkesi e per narrare il sodalizio artistico e professionale tra Lucio Fontana ed Ezio Gribaudo, che sarà presente al vernissage di Biella. Un ritorno graditissimo nel capoluogo laniero per l’artista piemontese che, nel 1958, aveva partecipato a una esposizione al Circolo degli Artisti di Biella esponendo ben 38 opere tra cui paesaggi e figure eseguite fra il 1954 e il 1958.

Ma perché questa mostra ha attraversato l’oceano per approdare a Biella?

Perché in realtà fra le opere che saranno esposte ci sarà anche un prodotto che è il frutto di una positiva contaminazione  tra il mondo dell’arte e quello industriale. Si tratta del costume disegnato nel 1981 da Pierluigi Rolando, storico stilista di Fila, che si ispirò proprio ai lavori di Fontana.

Un evento unico, voluto dalla Fondazione Fila Museum e ospitato nelle sale che presentano al pubblico la storia e le creazioni del brand italiano della moda sportiva e casual più conosciuto al mondo, nato proprio a Biella. Un meraviglioso esempio di quel connubio tutto italiano tra arte e industria, che affonda le proprie radici tra fine ‘700 e inizio ‘800 quando la manifattura si fece affiancare dalle cosiddette “arti decorative” con lo scopo di rendere gradevole anche esteticamente il prodotto. Attraverso l’arte il manufatto non diventa solo utile e bello ma anche in grado di emozionare.

La mostra ospita, oltre al capolavoro di Fontana “Concetto spaziale, New York 1961”, alcuni  disegni  e pastelli del carnet di viaggio di Gribaudo e la tela “Ponte su New York” sempre di Gribaudo; ci sarà inoltre la possibilità di vedere il filmato “Viaggio a New York 1961” musicato dai Supershock, due copie originali del  libro “Devenir de Fontana”, il libro “Chronicle of an american journey 1961” che raccoglie e documenta i suoi scambi colloquiali ed epistolari con Lucio Fontana, pubblicato da Skira Editore e un reportage di foto.

"Sono particolarmente contento di questa esposizione nei locali della nostra Fondazione – dichiara il presidente della fondazione, Gene Yoon -, ospitare opere di grandi autori non solo è un onore ma contiene in sé un potenziale importantissimo perché la creatività artistica ha la straordinaria capacità di aprire le menti e di spingere gli uomini a vedere il mondo in modo nuovo, dando vera e reale libertà di pensiero e di azione. Quella libertà intellettuale che permette la nascita e la crescita delle grandi imprese e la storia di Fila ne è un esempio”.

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