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Un bagliore di luce nell’oscurità

L'analisi di Vittorio Barazzotto

BIELLA – Una grande onda, tempestosa come quella celebre raffigurata da Hokusai, sta minacciando la tenuta del nostro tessuto produttivo.

I dati diffusi dalla Camera di Commercio nel comunicato di pochi giorni fa quantificano l’entità della crisi: a Biella, rispetto al 2019, le esportazioni sono calate del 23,7%.

Le attività manifatturiere, che costituiscono la componente quasi esclusiva dell’export provinciale, segnano un calo del 24,2%. I prodotti tessili registrano nello specifico una diminuzione del 28,7% e, tra questi, i tessuti rivelano il dato peggiore, con un calo del 41,2%.

Non facciamoci scoraggiare da questi dati drammatici perchè la paura non deve annebbiare le nostre prospettive. La priorità in questo momento è drenare i fondi dei finanziamenti del Next Generation EU per attutire gli effetti sociali immediati causati dal danno produttivo e, alzando lo sguardo, per investire sulla formazione e sulla ricerca per delineare i contorni di un futuro che ora appare incerto.

Sul Sole 24 Ore di qualche giorno, Andrea Finotto illustra uno spaccato dell’Italia che riparte, quella costituita da realtà imprenditoriali spesso sconosciute ai non addetti ai lavori. Tra queste viene citata una start up biellese, che progetta fili dotati di un’anima di acciaio per aprire il tessile al mercato dei prodotti tecnologici e performanti.

Nonostante le difficoltà e l’andamento ondivago di un mercato dinamico e in continuo mutamento, la vocazione tessile del nostro territorio può tornare ad essere il nostro punto di forza se riusciamo a declinare le nostre straordinarie capacità manifatturiere al futuro, puntando su ricerca e idee nuove per prodotti innovativi.

Una start up biellese è un bagliore di luce nell’oscurità e potrebbe simboleggiare un buon auspicio per un rilancio imprenditoriale.

Vittorio Barazzotto

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