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Occupazione: tessile e ristorazione non sono la stessa cosa

Un articolo di Davide Zappalà

Caro direttore, vorrei esporre alcune precisazioni in merito al vostro editoriale dal titolo “I ristoranti assumono quanto le fabbriche” pubblicato nell’edizione di mercoledì scorso. Il giornalista ha riportato alcuni dati esposti nella ricerca “Economia Biellese 2018” (realizzata da Camera di Commercio e Unione Industriale), e se da un lato ha correttamente rilevato cifre molto simili tra “Operai addetti a macchinari dell’industria tessile” e “Addetti alle attività di ristorazione”, dall’altro lato ha ignorato la categoria degli “Artigiani e operai specializzati del tessile” che, se sommati agli “Operai e addetti”, evidenzia che il tessile assume circa il 50% in più rispetto alla ristorazione. Ma non è questo il punto. Ho deciso di intervenire perché riterrei un errore far passare il concetto che ristorazione e manifattura pari sono.

E che quindi un giovane possa decidere di intraprendere questo o quel percorso formativo o professionale considerandole attività equipollenti dal punto di vista dell’offerta lavorativa.

Il nostro distretto industriale, indubbiamente pesantemente ridimensionato dalla crisi dei decenni passati, è però ora alla ricerca di figure professionali qualificate. Professionisti che una volta formati trovano nella loro attività stipendi medio alti e garanzia di lavoro giacché vi è penuria di queste competenze.

Questo è l’importante messaggio che vorrei passasse attraverso i media locali.
E aggiungo: anche la salute del distretto dev’essere considerata.  Lo sviluppo di un distretto industriale richiede decenni: investimenti, nascita di know how, mentalità, infrastrutture. Sebbene nelle infrastrutture il lavoro da compiere sia ancora lungo, gli altri punti di forza oggi sono presenti nel Biellese, ed è importante non perderli.

Se un domani il nostro distretto dovesse perire per mancanza di ragazzi che intraprendono questa professione, affascinati come è possibile che sia un ventenne da opportunità di lavori apparentemente più stimolanti, ricostruire un’area industriale richiede maggiori sforzi di un ristorante in un luogo turistico.
Davide Zappalà

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