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I dati lo confermano: dormiamo male. Ecco come migliorare il nostro riposo

In una società che va sempre più veloce e in cui siamo sempre più stressati, anche piccoli cambiamenti della nostra quotidianità possono aiutarci a combattere i disturbi del sonno.

disturbi del sonno

In una società che va sempre più veloce, dove i ritmi sono frenetici e le preoccupazioni (a partire da quelle economiche) sono all’ordine del giorno, non stupisce scoprire che sempre più italiani non riescono proprio a dormire sonni tranquilli. Letteralmente: stando agli ultimi dati, aggiornati a inizio 2019, l’insonnia colpisce ben 12 milioni gli italiani, di cui 4 milioni in maniera cronica. Nel mondo, parliamo di qualcosa come 2 miliardi di persone che non riescono a dormire bene.

La fascia di età più colpita dai disturbi del sonno sono gli anziani: ne soffrirebbero ben l’ottanta per cento delle donne e il settanta per cento degli uomini sopra i 65 anni. Ovviamente non si parla di disturbi patologici e gravi, ma anche soltanto di risposo insoddisfacente, difficoltà ad addormentarsi, risvegli ripetuti, sonno frammentato. Tutte situazioni che poi, ahinoi, si ripercuotono sulla vita di tutti i giorni, aumentando il nervosismo e la sensazione di stanchezza. Un problema che, come detto, negli anni è andato aggravandosi e che interessa una buona fetta di popolazione piemontese. Non è un caso, del resto, se il primo Night Hospital contro i disturbi del sonno d’Italia fu creato, nel 2006, nel reparto di Neurologia delle Molinette di Torino.

Le cause dell’insonnia possono essere, naturalmente, diverse. È per questo che il primo consiglio, nel momento in cui il problema risultasse essere particolarmente grave, è quello di rivolgersi a uno specialista per una visita completa, in grado di accertare se si tratti di cause organiche, cioè se siano presenti patologie particolari, oppure se si tratti “soltanto” di stress, ansia o eccessivo utilizzo di smartphone e tablet, che è ormai appurato come disturbino l’ormone del sonno, la melatonina.

Nel caso in cui non ci si volesse subito rivolgere a un medico, è possibile provare a migliorare il sonno con alcuni accorgimenti tesi a migliorare la situazione. Piccoli cambiamenti della quotidianità, che però è provato come possano aiutare a migliorare il riposo. La cena, ad esempio, andrebbe sempre consumata almeno due o tre ore prima di andare a letto e non dovrebbe certo rappresentare il pasto più “pesante” della giornata. Allo stesso modo è sconsigliato tenere l’orologio o il cellulare sul comodino vicino al letto o fare sport poco prima di coricarsi. Infine, è fondamentale la scelta del materasso: scegliere quello sbagliato può dare problemi a schiena e collo, con conseguenze anche sul nostro riposo. Come conferma la ricerca su Habu, i materassi memory foam sono oggi considerati tra i migliori per evitare (o combattere) questi fastidi grazie alla loro struttura a onde, pensata per adattarsi perfettamente alle curve naturali del nostro corpo.

Per dormire meglio, dunque, il primo passo è assumere comportamenti sani e attenti, a partire dall’acquisto del materasso. Se i disturbi del sonno dovessero persistere, allora diventa imprescindibile l’intervento di medico.

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