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Brandamour: «Per la cassa tempi di attesa troppo lunghi»

E il fondo di solidarietà continua a incassare contributi

Brandamour: «Per la cassa tempi di attesa troppo lunghi»

La cassa integrazione arriverà per i lavoratori della Brandamour, ma solo tra luglio e settembre. Tempi troppo lunghi e così l’onorevole Cristina Patelli della Lega cerca di accorciare i tempi. Ha avanzato alla Camera dei Deputati durante il “question time”. Ha presentato infatti una interrogazione sulla questione Brandamour. Nel frattempo anche il neo sindaco di Valdilana Mario Carli ha deciso di mettere in calendario un incontro con i sindaci e lavoratori della Brandamour per capire come intervenire.
La cassa interrogazione è stata accolta e sarà retroattiva, nel senso che partirà dal mese di aprile, ma di fatto finora nessun lavoratore ha ancora incassato un euro. Infatti per far partire l’ammortizzatore sociale occorrono ancora mesi, si parla di luglio o settembre. Un periodo troppo lungo da affrontare senza una entrata per numerose famiglie.

«Ben 103 lavoratori, 16 dei quali con contratto a termine, un pugno nello stomaco, perché vuol dire intere famiglie senza stipendio, senza alcuna copertura economica per fronteggiare le spese quotidiane come cibo, bollette e rate mensili, considerato anche che i tempi di erogazione del trattamento di cassa integrazione straordinaria oscillano tra i 3 e i 5 mesi – spiega Patelli -. Ho sollecitato il Ministero a coinvolgere tutte le parti coinvolte (Regione, sindaco, proprietà e rappresentanze sindacali dei lavoratori) per la gestione dell’emergenza sociale che ne potrebbe derivare ed al fine di arrivare in tempi rapidi ad una soluzione più strutturale della vertenza, accelerando i tempi di erogazione del trattamento di integrazione salariale straordinaria alla luce della situazione di estrema difficoltà economica in cui si ritrovano i dipendenti e le loro famiglie».

Nel frattempo per sostenere i lavoratori in difficoltà è stato aperto un fondo di solidarietà. Ogni lavoratore può versare volontariamente la somma di 15 euro per un massimo di quattro donazioni. Alle aziende invece è stato chiesto di versare a loro volta la stessa somma per ogni lavoratore così da raddoppiare l’importo della donazione. Proprio nei giorni scorsi da parte di Mondoffice è arrivato un importante contributo effettuato alla Caritas proprio per aiutare i dipendenti del gruppo tessile di Valle Mosso rimasti senza salario. L’amministratore delegato ha spiegato che «ci è sembrato importante rispondere a questo appello. Diamo lavoro a 300 persone, siamo in crescita e nel 2019 festeggiamo i trent’anni di attività».

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