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Truffatori inseguiti e arrestati dai carabinieri. Lacrime di gioia per una delle vittime

Bloccati dopo una folle fuga, avevano con sé 4mila euro e una fede nuziale sottratti a due pensionati biellesi

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truffatori carabinieri

L’attività di controllo del territorio e la costante analisi dei raggiri commessi dai truffatori ai danni delle fasce deboli hanno permesso ai carabinieri della Compagnia di Cossato di arrestare, nel pomeriggio di ieri, sabato 18 aprile 2026, due soggetti residenti nel Casertano, colti in flagranza di reato subito dopo aver messo a segno un’odiosa truffa ai danni di un anziano di 84 anni.

Carabinieri a caccia di due truffatori

I carabinieri erano alla ricerca dei due già dal giorno prima, dopo la denuncia presentata da una donna di 88 anni di Vallanzengo, caduta vittima del tranello del “finto maresciallo”, un sedicente appartenente all’Arma che l’aveva contattata telefonicamente convincendola che un suo familiare fosse in stato di fermo e che, per evitarne la carcerazione, fosse necessario consegnare denaro e gioielli a un “perito”.

La prima truffa ai danni di una donna

La donna, spaventata, era purtroppo caduta nella trappola e aveva consegnato a un uomo presentatosi poco dopo presso la sua abitazione circa 11mila euro. L’analisi di tutte le immagini di videosorveglianza disponibili e alcune testimonianze avevano permesso di raccogliere un identikit del sospettato e soprattutto targa e modello utilizzato dai delinquenti, una Fiat 600 azzurra.

Le ricerche della Fiat 600 azzurra e la folle fuga dei malviventi sulla provinciale 232

Descrizione e targa dell’auto erano stati quindi diramati dalla centrale operativa a tutte le pattuglie in circuito finché, nel primo pomeriggio di ieri, l’auto è stata vista transitare in zona Valdilana. Nell’area sono state fatte convergere quattro pattuglie, una l’ha agganciata e ha iniziato a seguirla, mentre veniva predisposto un posto di controllo in frazione Giardino per fermarla. Il conducente dell’auto però, anziché fermarsi, ha accelerato dando vita a un pericoloso tentativo di fuga, scappando a forte velocità lungo la provinciale 232 e mettendo in pericolo gli automobilisti in transito, fino a quando, dopo un paio di chilometri, l’auto è stata circondata e bloccata.

Recuperati 4mila euro in contanti e una fede d’oro

A bordo sono stati identificati due giovani, uno alla guida e l’altro che tentava di nascondersi sui sedili posteriori. Nascosti nell’auto, oltre che nelle tasche dei due, sono stati ritrovati una busta in tela grigia, riconosciuta come quella utilizzata dalla signora di Vallanzengo per consegnare il denaro nella truffa del giorno prima, oltre a quasi 4mila euro in contanti e una fede in oro, sospetto provento di un ulteriore episodio di truffa. Infatti poco dopo alla centrale operativa è arrivata la telefonata di un uomo che segnalava che il padre era stato vittima di una truffa, perpetrato con lo stesso identico modus operandi da due presunti periti assicurativi.

La commozione della seconda vittima dei truffatori

L’anziano è stato quindi invitato in caserma e ha descritto perfettamente sia i criminali che si erano presentati a casa sua che il denaro che aveva consegnato, di cui ricordava esattamente la suddivisione nei vari tagli. Ma soprattutto l’uomo diceva che del denaro non gli interessava nulla, era invece disperato per aver perso la propria fede nuziale, ricordo della moglie scomparsa, così uno dei militari ha preso dalla tasca la fede sequestrata ai truffatori e gli ha chiesto “era mica questa?”. Tanta la sua sorpresa e commozione che è scoppiato a piangere e ha voluto stringere il carabiniere in un abbraccio, scena che ha dimostrato ancora una volta quale sia il vero danno di questo odioso crimine, il danno agli affetti più cari di persone fragili.

I malviventi sono stati tratti in arresto

I due uomini, campani di 20 e 25 anni, sono stati quindi arrestati per “resistenza a pubblico ufficiale” e “truffa aggravata in concorso” e, come disposto dalla Procura della Repubblica di Biella, trattenuti in camera di sicurezza del comando per essere giudicati con rito direttissimo. Nel frattempo entrambi gli arresti sono stati convalidati ed è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Biella.

“Si ricorda – sottolineano dal comando dall’Arma – che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato, da ritenere innocente sino a condanna definitiva, potrà portare elementi a propria difesa nelle successive fasi processuali”.

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