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Tempio degli orrori, trovate ceneri diverse in una stessa urna funebre

È la clamorosa scoperta fatta dall’ex comandante dei Ris, Luciano Garofano

Tracce di due profili genetici diversi all’interno della stessa urna. Tradotto: le ceneri contenute in quell’urna non apparterrebbero soltanto a una persona. È la clamorosa scoperta fatta dall’ex comandante dei Ris, Luciano Garofano, nel corso della prima parte di ispezioni genetico-forensi sulle urne dei defunti. Leggi anche Inizia l’esame delle ceneri

In qualità di super consulente del Codacons, infatti, Garofano ha supervisionato le operazioni, nell’ambito di uno studio praticamente senza precedenti, reso possibile dalle nuove tecnologie scientifiche all’avanguardia a disposizione del laboratorio di Orbassano. Leggi anche Non ridate il tempio ai Ravetti

Si apre dunque una nuova importante pagina nel caso del tempio crematorio. Più che una scoperta, sembra essere una possibile conferma dei timori dei legali e dei loro assistiti. I risultati di questa prima tranche di indagini di parte – è stato analizzato un campione di circa un quarto delle ottanta urne totali, finora in un solo caso sono stati individuati due profili genetici diversi – sono stati presentati ai diretti interessati. Nel corso di una riunione a porte chiuse organizzata da Codacons nella sala conferenze di Biverbanca, in via Carso, ieri sera il super consulente e gli avvocati hanno aggiornato i familiari sulle novità emerse in queste ultime settimane. Novità che sono state racchiuse anche in una memoria depositata nei giorni scorsi in procura.

L’urna con tracce di Dna differenti è soltanto uno degli elementi interessanti che sarebbero emersi nel corso delle analisi. Anche se non confermate ufficialmente dai legali del Codacons – un pool guidato da Alessandra Guarini e composto tra gli altri dagli avvocati Massimiliano Gabrielli, Annalisa Sola e Stefania Gruppallo, ai quali di recente si è aggiunto l’avvocato Vittorio Grosso -, le indiscrezioni circolate nelle scorse ore parlano di sviluppi che potrebbero cambiare le carte in tavola.

“Nuovi e significativi elementi di prova” si legge nella convoca recapitata ai clienti. Pare, infatti, che i tecnici del Centro Regionale Antidoping di Orbassano siano riusciti a estrarre profili genetici comparabili da almeno cinque delle quindici urne funerarie analizzate fino a questo momento. Ciò significa che sarà possibile verificare a chi appartengono quelle ceneri. Nel corso degli accertamenti tecnici di laboratorio, in quasi tutti i casi sarebbero stati trovati anche frammenti granulosi, anziché soltanto polveri. In uno addirittura una protesi dentale, in grado di resistere alle alte temperature del forno. In una situazione del genere, ad esempio, non dovrebbe essere difficile riuscire a verificare se al defunto in vita fosse stata applicata tale protesi.

Sulla base di quanto scoperto, considerata la dimostrazione della possibilità di estrarre frammenti e “profilare” Dna in svariati casi, l’obiettivo dell’associazione dei consumatori è di veder riconosciuta la qualifica di parte offesa a tutte le famiglie assistite, anche a quelle non direttamente interessate dalle riprese video effettuate dai carabinieri della procura nel corso delle indagini sul tempio.
In una prima fase, infatti, per le querele presentate da queste ultime era stata chiesta l’archiviazione. Richiesta contro la quale i legali hanno presentato opposizione, che dovrà essere discussa davanti al giudice in un’udienza ancora da fissare.

 

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