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Sgominata la banda dei trattori

Trenta colpi in tutto il Piemonte per un bottino del valore di 800mila euro

Sgominata la banda dei trattori

Trenta colpi in tutto il Piemonte per un bottino del valore di 800mila euro. E’ il curriculum della banda dei trattori, sgominata nei giorni scorsi. L’operazione Giulia – così denominata perché nata in seguito al furto di alcune auto civetta delle forze dell’ordine a Chivasso – si è conclusa nei giorni scorsi con quattro arresti. All’appello mancano ancora due dei presunti membri del sodalizio criminale, che aveva colpito anche a Viverone e subito dopo il confine provinciale, a Borgo d’Ale, Livorno Ferraris e Alice Castello.
Una lunga indagine
Le indagini, condotte dagli agenti del compartimento Polizia Stradale “Piemonte e Valle d’Aosta” di Torino, sono scattate dopo che nell’aprile del 2018, a Chivasso, da un deposito-carrozzeria, erano “sparite” nella stessa notte quattro Alfa Romeo modello Giulia 2.2. turbo 180CV super, blindate, nuove da immatricolare, già allestite con sirena bitonale e lampeggiante e destinate alla Questura di Torino. Tutte le auto sono state poi successivamente ritrovate.
Un episodio che ha fin da subito destato particolare allarme tra gli inquirenti, convinti che si trattasse di un gruppo di persone esperte, almeno quattro o cinque, che avevano intenzione di commettere gravi delitti.
Il rinvenimento di una delle Alfa Romeo con targhe false, parcheggiata sulla pubblica via, in mezzo alle villette di Settimo Torinese, nella tranquilla zona pre-collinare, ha dato il via alla complessa indagine, che dopo oltre un anno ha consentito di sgominare un articolato sodalizio criminoso dedito al furto e al riciclaggio di trattori agricoli e macchine operatrici che, trafugati nell’eporediese, nel vercellese, nell’astigiano e nel Biellese, venivano illegalmente esportati in Romania.
Quattro arrestati
Il gruppo criminale, composto da quattro persone, era capeggiato da un 58enne di Ivrea, B.R., già noto agli inquirenti poiché arrestato in passato per reati analoghi. «In ore serali e notturne – spiegano dalla squadra di polizia giudiziaria della Stradale, comandata dal sostituto commissario Mauro Falbo, che si è occupata del caso – si introduceva presso cantieri, aziende agricole o attività commerciali specializzate nella rivendita di macchine operatrici e trafugava escavatori e macchine movimento terra di alto valore commerciale che, dopo esser stati temporaneamente nascosti in “posti” sicuri, spesso in zone boschive di difficile accesso, venivano riciclati mediante l’alterazione del numero di telaio e poi venduti in Romania».
Una trentina i casi contestati in un anno
Gli episodi contestati e accertati in un breve arco temporale, che va dall’aprile 2018 al giugno 2019, oltre all’associazione per delinquere (contestata solo a 4 indagati) sono circa trenta. Sono stati consumati a Ivrea, Chivasso, Settimo Torinese, Cavagnolo Piemonte, Livorno Ferraris, Aramengo, Montanaro, Viverone, Caluso, Alice Castello, Borgo D’Ale, Gassino Torinese, Borgomasino, Maglione, Villareggia, Novara, Burolo e San Sebastiano da Po.
Non rubavano solo mezzi agricoli
Tra i numerosi episodi accertati, relativi soprattutto al furto di trattori agricoli, spicca anche un furto consumato nel novembre del 2018 ai danni del Comune di Strambino, in provincia di Torino, dove gli indagati hanno trafugato dal mercato rionale, sradicandoli dal marciapiede, tre colonnine per l’erogazione di energia elettrica e acqua potabile. I poliziotti della Stradale le hanno ritrovate nel corso delle perquisizioni e degli arresti eseguiti nei primi giorni di settembre. Erano in un terreno a Vigevano, in uso a una famiglia di sinti piemontesi. Uno dei maggiori indagati, infatti, A.G., 51 anni, di Crescentino, li aveva consegnati al cugino L.C., 44enne di Asti, che in quel periodo aveva spostato lì la sua dimora poiché ricercato.
Ancora ricercati due membri della banda
Sulla base degli elementi raccolti dalla Polizia Stradale, il Gip del Tribunale di Ivrea, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per sei persone, quattro delle quali catturate nei giorni scorsi e associate al carcere di Ivrea. Due di loro, invece, al momento risultano ancora ricercate.
Oltre 44 capi d’imputazione
I capi di imputazione contestati ai maggiori indagati sono 44, riguardanti il furto e la ricettazione di numerosi mezzi per valore commerciale complessivo di circa 800mila euro.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche due veicoli (una Jeep Renegade e un Peugeot Expert dotati di targhe false) usati per compiere i delitti, nonché materiale utile per contraffare targhe automobilistiche e strumenti utilizzati duranti i colpi, quali radio trasmittenti, inibitori di segnale (Jammer) lampeggianti blu in uso alle forze dell’ordine, palanchini, tronchesi e attrezzi artigianali utili per aprire e forzare serrature di ogni genere.

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