BiellaCronaca
Scomparve in mare 15 anni fa. Chiesta la dichiarazione di “morte presunta”
Efisio Serrau precipitò in acqua dal ponte più alto di un traghetto. La figlia Susanna: «Sono trascorsi tanti anni, ma il ricordo di papà vive dentro di noi»
A fine 2011 Efisio Serrau sparì tra le onde davanti alle coste sarde. In tutto questo tempo il mare non ha mai restituito il suo corpo, ma ora, a distanza di quasi quindici anni, la famiglia ha chiesto che ne venga dichiarata la morte presunta.
Scomparve in mare nel 2011. Dopo 5 anni la famiglia chiede che venga dichiarata la morte presunta
All’epoca la notizia destò profonda commozione nel Biellese, dove il 73enne originario della provincia di Cagliari risiedeva da una vita insieme ai suoi affetti più cari.
I fatti risalgono alla fine di novembre 2011. Un giorno il pensionato uscì di casa senza prendere nulla con sé, se non il portafoglio e le chiavi della sua casa in Sardegna. Da qual momento non diede più sue notizie. I familiari ne denunciarono quindi la scomparsa temendo che potesse essergli successo qualcosa di grave. Un timore che purtroppo avrebbe trovato presto conferma.
I carabinieri del comando di Biella diramarono ai colleghi di tutti i comandi la segnalazione di scomparsa, in particolare a quelli della Sardegna e del Cagliaritano. Così si scoprì che Serrau si era recato in Liguria per imbarcarsi su un traghetto diretto proprio sull’isola. Poi, a un certo punto, era stato visto precipitare in mare dal ponte più alto della nave. Nessuno aveva potuto fare nulla per salvarlo.
L’uomo lasciò nel dolore la moglie e due figli. I familiari ora si sono rivolte al tribunale per chiedere il riconoscimento della morte presunta.
La figlia Susanna: “Nonostante gli anni passati, il suo ricordo rimane vivo in tutti noi”
«Sono trascorsi tanti anni – racconta proprio la figlia Susanna – ma il suo ricordo rimane vivo in tutti noi. Il giorno prima di partire per la Sardegna aveva lasciato alcune cose nel mio garage, tra queste la sua amata bicicletta, e alcuni bigliettini sparsi in giro. Poi se n’è andato e niente più, non l’abbiamo più visto né sentito. Era un uomo molto particolare, dentro di sé conviveva con tante sofferenze».
«A cinque anni dalla sua scomparsa – continua – abbiamo fatto la dichiarazione d’assenza per la pensione di reversibilità. Per la legge, però, era ancora vivo. Nonostante fosse stato visto dalla capitaneria. Anzi, tentarono pure di fermarlo. Papà aveva fatto quel viaggio centinaia di volte, conosceva le zone dove il mare è più profondo; secondo me aveva programmato tutto nei minimi particolari. Per ovvi motivi burocratici dobbiamo ora procedere con la richiesta di morte presunta, mi hanno detto che per ottenerla ci vorranno almeno sei mesi».
Sei mesi previsti dalla legge perché, in questo lasso di tempo, chiunque abbia notizie dello scomparso è invitato a comunicarlo al tribunale.
Mauro Pollotti
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