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“Il dottor Leone mi ha salvato la vita. Lui e il suo reparto sono un’eccellenza per Biella”

La testimonianza di Marco Fornaro, paziente cinquantenne: “Ingiusto e assurdo l’attacco al primario. Solo perché è un medico non ha il diritto di andare in piazza come chiunque altro, di destra o di sinistra che sia? Ma poi perché tirare in ballo quelle che sono la sua professione? Perché scatenare una polemica del genere, rischiando di andare a compromettere anche quello che è l’equilibrio del reparto delicato che gestisce?”

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Marco Fornaro, cinquantenne di Biella che è stato paziente del dottor Francesco Leone

«Mi ha salvato la vita, aiutandomi a guarire da uno dei tumori più pericolosi e mortali, il tutto con una sensibilità, una rapidità e una professionalità rare, mettendomi nelle condizioni di affrontare la malattia con la massima serenità».

Marco Fornaro, cinquantenne di Biella, è un paziente del dottor Francesco Leone. Ma è anche uno dei lettori che, venuto a conoscenza delle polemiche che lo avevano coinvolto, ha contattato la nostra redazione per esprimere solidarietà al medico, mettendoci la faccia, «perché il dottor Leone è una persona che non merita un attacco politico del genere».

«L’ho conosciuto quattro anni fa – racconta -. Ero andato all’ospedale per una una visita gastrointestinale, si sospettava un’ernia iatale. Invece mi venne diagnosticato un tumore all’esofago. Mi mandarono in oncologia e fui subito preso in carico proprio da lui. Il mio era un tumore abbastanza “brutto”. Lui dimostrò una grande sensibilità, particolare, riuscì a spiegarmi tutto senza farmi preoccupare e a convincermi che fosse guaribile nonostante i dati e le statistiche non fossero particolarmente confortanti».
Fornaro fu poi mandato dal primario all’Istituto di Candiolo per l’intervento, per poi tornare ad essere seguito a Biella nella fase post operatoria.

«Il dottor Leone e tutto il reparto sono una risorsa preziosa per il nostro ospedale – continua -. Mi hanno aiutato in tutto, sotto ogni punto di vista, anche con l’iter relativo all’invalidità. Ho conosciuto un medico molto preparato, la sua impronta sul reparto è evidente. Oltre ad avere avuto un ruolo fondamentale nel farmi capire come affrontare la malattia, l’operazione e tutte le fasi successive, mi ha salvato la vita, innanzitutto comprendendo subito la gravità del mio caso e decidendo di prenderlo immediatamente in carico».

Oggi Fornaro sta bene, ma non ha dimenticato quei mesi difficili. Ed è ancora pieno di gratitudine.
«Trovo questo attacco davvero assurdo – ribadisce -. Solo perché è un medico non ha il diritto di andare in piazza a esprimere il proprio pensiero in una manifestazione come chiunque altro, di destra o di sinistra che sia? Ma poi perché tirare in ballo quelle che sono la sua professione e la sua professionalità? Perché scatenare una polemica del genere, rischiando di andare a compromettere anche quello che è l’equilibrio del reparto delicato che gestisce?».

«Non so se chi ha lo ha attaccato ha mai avuto modo di frequentarlo quel reparto – conclude -. Io ho fatto chemioterapia e lì dentro ci sono stato parecchio. Posso assicurare che affrontarlo come lo affrontano loro, aggiungendo sensibilità alla competenza, non è assolutamente facile. Tutti i giorni hanno a che fare con persone che hanno il terrore negli occhi, ma riescono a gestire anche questo aspetto al meglio, con estrema umanità. Siamo fortunati ad avere lui e un reparto del genere a Biella. Mi auguro con tutto il cuore che questa storia non abbia alcuna ripercussione perché sarebbe un autogol terribile e ci rimetteremmo tutti».
LEGGI ANCHE: Primario al corteo: il dottor Leone parla dopo le polemiche

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