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Punto in auto da un calabrone, ha rischiato di morire

La sfortunata disavventura dell’architetto Stefano Rossi, noto professionista biellese, finito all’ospedale in codice rosso

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punto da calabrone
Stefano Rossi, l'automobilista biellese sfortunato protagonista della vicenda

Ha rischiato di morire a causa della puntura di un calabrone, entrato dal finestrino dell’auto che stava guidando. E a salvarlo sono stati, oltre alla prima assistenza anche via telefono dei familiari, l’intervento del personale del 118 e le cure ricevute al pronto soccorso dell’ospedale.

Punto da un calabrone entrato dal finestrino

Protagonista della vicenda è stato un noto professionista residente a Tollegno ma con lo studio a Pralungo, l’architetto Stefano Rossi.
Ed è proprio sulla strada del ritorno a casa, all’altezza del ponte, che un calabrone è entrato nell’abitacolo della vettura finendo proprio sul collo del professionista. Che nemmeno due mesi fa era stato punto da un altro calabrone mentre tagliava l’erba in giardino.

In quell’occasione Rossi se l’era cavata con un grosso bubbone in una gamba. Ma questa volta ha capito in fretta che la puntura avrebbe avuto conseguenze molto più serie.

“Appena arrivato a casa, mi sono sentito mancare”

«Ho cominciato a sentire un prurito diffuso su tutto il corpo – e un senso di stanchezza sempre più forte. Appena ho varcato la soglia della mia abitazione mi sono sentito mancare e a quel punto mi sono sdraiato a terra».
Il figlio Riccardo ha immediatamente telefonato alla mamma Elisabetta, fisioterapista molto conosciuta, e ha somministrato al padre una compressa di Bentelan. Che ha avuto l’unico effetto di attenuare per un po’ i sintomi. Ma l’uomo stava perdendo conoscenza.

L’intervento del 118 e l’arrivo all’ospedale in codice rosso

È scattato così l’allarme, con una telefonata al 118 e la richiesta di un’ambulanza. L’autolettiga è partita subito alla volta di Tollegno e appena entrato nell’abitazione il personale ha iniziato velocemente, ma evitando la concitazione, a praticare le cure del caso. Iniettando ovviamente anche una dose di adrenalina per bloccare lo shock anafilattico che era in corso.
Stefano Rossi è così giunto al pronto soccorso in codice rosso ma già con i primi segnali di ripresa. Ed è stato proprio il personale dell’Asl a completare le terapie e a seguire lo sviluppo della reazione allergica fino a sera, quando è stato possibile consentire al professionista di tornare a casa.
«Per qualche istante credo anche di aver perso conoscenza – commenta -. Poi grazie alla tempestività e alla competenza di chi mi ha soccorso me la sono cavata con uno spavento».

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