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“Padre-padrone” pesava la figlia e umiliava la moglie: condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione

L’uomo, nel 2023, era già stato condannato a 24 mesi per analogo reato commesso ai danni del figlio

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“Padre-padrone” umiliava moglie e figlia. Un uomo, Edoardo B., è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Aveva inflitto continue violenze psicologiche e fisiche ai danni della moglie e della figlia.

“Padre-padrone”

Una sentenza che si somma ai due anni di reclusione già totalizzati dall’uomo nel 2023 per analogo reato commesso ai danni del figlio. La difesa ha tentato fin dall’inizio di far valere l’eccezione del “ne bis in idem”, sostenendo che la dinamica familiare fosse già stata giudicata nel primo procedimento. Un’impostazione respinta con decisione dalla Procura e accolta dal collegio: le condotte contestate riguardavano fatti, contesti e periodi diversi, diretti verso persone differenti.

Il tribunale di Ivrea ha ricostruito uno scenario di gravi e sistematiche umiliazioni domestiche, tra cui il rituale della pesatura, tra il 2018 e il 2020. L’uomo obbligava i figli a pesarsi regolarmente con l’unico scopo di insultarli e schernirli sul loro aspetto fisico. Inoltre sottoponeva la moglie a pesanti violenze psicologiche, costringendola persino a incontrare e conoscere le donne con cui lui intratteneva relazioni extraconiugali.

La difesa aveva chiesto l’assoluzione sostenendo che quelle contestate fossero condotte riconducibili a un metodo educativo rigido e autoritario. Ma non sufficientemente a integrare il reato di maltrattamenti. Nel corso delle udienze è emerso un quadro fortemente oppressivo e degradante consumatosi tra le mura domestiche.
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