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Multa da 50mila euro ad un’azienda e 25mila ad un’altra, richiedevano pagamenti per servizi non richiesti

Inducevano le imprese a credere di dover pagare delle procedure obbligatorie

Grazie alle segnalazioni di diverse imprese e di alcune Camere di Commercio, tra cui la C.C.I.A.A. di Biella e Vercelli, negli ultimi mesi l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato due aziende a pagare una sanzione amministrativa per pratiche commerciali scorrette, in quanto richiedevano pagamenti per servizi non richiesti, inducendo le imprese destinatarie a credere di aver ricevuto comunicazioni relative a procedure obbligatorie.

Multa da 25mila euro per la “M.B. S.r.l.”

La società “M.B. S.r.l.” è stata condannata a pagare una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 25.000 euro per pratica commerciale scorretta, oltre al divieto di continuazione della stessa, in quanto inviava via posta alle aziende appena iscritte alle C.C.I.A.A. una comunicazione contenente un bollettino postale precompilato, richiedendo pagamenti per servizi che venivano spacciati come procedure obbligatorie (bollettino AGCM n. 42/2019, scaricabile gratuitamente dal sito www.agcm.it). In particolare, la pratica commerciale consisteva nell’invio di una comunicazione con lo scopo di ottenere l’adesione all’acquisto di una licenza d’uso di un programma denominato “Betamag” di gestione del magazzino (versione beta, ancora non definitiva), scaricabile dal sito internet www.betamag.it gestito dalla stessa M.B. Srl, dietro pagamento di 305,00 euro. Il bollettino riportava i dati prestampati dell’impresa destinataria della proposta e il riferimento alle “ditte iscritte alla Camera di commercio, industria, agricoltura, artigianato – cciaa”; in caratteri di dimensioni ridotte era indicato che l’accettazione della proposta non sostituiva adempimenti e esazione diritti in tema di iscrizione al Registro Imprese. Il modulo, in virtù delle sue caratteristiche strutturali e testuali e della tempistica di invio, immediatamente successiva all’iscrizione nel registro camerale, poteva creare confusione e indurre le imprese destinatarie a credere di aver ricevuto una comunicazione istituzionale, relativa all’assolvimento dell’obbligo di iscrizione nel Registro Imprese camerale.

Il doppio della Multa di “M.B. S.r.l.” per “RETEIMPRESA S.r.l.”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato, inoltre, l’azienda “RETEIMPRESA S.r.l.” a pagare una sanzione amministrativa pecuniaria di 50.000 euro, per pratica commerciale scorretta, oltre al divieto di continuazione della stessa (bollettino AGCM n. 5/2020), per aver inviato alle imprese da poco iscritte nel Registro Imprese una comunicazione, contenente un bollettino postale precompilato, finalizzata ad ottenere l’adesione per 12 mesi ad un servizio a pagamento consistente nell’inserimento di dati aziendali in un database on line presente sul sito internet www.vetrinaimpresa.it, dietro pagamento di 292,80 euro. Anche in questo caso il richiamo alla Camera di commercio (indicata per esteso o con la forma abbreviata C.C.I.A.A.), l’indicazione dei dati aziendali desunti da archivi ufficiali e l’invio di tali lettere a imprese appena iscritte al Registro Imprese camerale, potevano fuorviare i destinatari, inducendoli a credere di trovarsi di fronte ad una comunicazione camerale ufficiale e di dover procedere al pagamento della somma richiesta.

In entrambi i casi il pagamento comportava l’iscrizione, a fini pubblicitari, a banche dati/portali e non si riferiva a adempimenti camerali obbligatori.

La Camera di Commercio tutela le imprese

La Camera di Commercio di Biella e Vercelli prosegue nell’attività di controllo e vigilanza al fine di evitare raggiri ai danni delle imprese e invita chi dovesse ricevere queste comunicazioni a fare molta attenzione e a rivolgersi sempre all’ente camerale di riferimento, alla propria associazione di categoria o al proprio professionista di fiducia, per verificare se si tratta di un vero adempimento obbligatorio o di un’offerta commerciale mascherata come tale.

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