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La bufala degli stupri di massa

Messaggi virali preannunciavano assalti e violenze in città del Nord, compresa la nostra, diffondendo paura. Le forze dell’ordine hanno monitorato la situazione: nessun riscontro

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la bufala degli stupri

La bufala degli stupri di massa. «Gruppo di neonazisti da 500/600 persone. Vogliono ammazzare/violentare qualsiasi ragazza a partire dalla Lombardia fino al Piemonte. State tutte attente».

Pur non avendo trovato riscontri, hanno raggiunto anche le nostre latitudini gli inquietanti messaggi che per giorni hanno “terrorizzato” diverse province del Nord Italia. In qualche caso generando vere e proprie psicosi. Tra le città indicate come a rischio figurava anche Biella.

La bufala degli stupri di massa

I numerosi allarmi, scattati nei giorni successivi ai disordini di Milano, sono diventati rapidamente virali un po’ ovunque, saltando da una chat all’altra e diffondendosi tra ragazzi e genitori. Circolati soprattutto tra gli studenti, erano spesso confusi e privi di contesto. Principalmente si trattava di messaggi di persone anonime che sostenevano di aver ricevuto segnalazioni sull’esistenza di questi presunti piani. I contenuti erano quasi sempre simili, ma con alcune variazioni. Talvolta si parlava appunto di neonazisti, in altri casi di gruppi generici. All’inizio, inoltre, le vittime indicate risultavano essere ragazze, poi la minaccia sarebbe stata estesa agli stranieri, con l’invito a “picchiarli a vista”.

Fortunatamente l’allarme si è rivelato finora inconsistente: non si è verificato alcun episodio che potesse essere ricollegato a quanto preannunciato. Dietro alle fantomatiche violenze di gruppo, che in particolare avrebbero dovuto verificarsi – almeno secondo gli allarmi sui social – tra martedì e mercoledì, c’erano probabilmente i cosiddetti “troll”. In diverse città sono comunque state avviate indagini per risalire all’origine di questi messaggi. Pare si sia trattato di una sorta di catena di Sant’Antonio, che è riuscita a fare breccia e a risultare credibile a tante persone. In alcune province, nei giorni indicati per il presunto “assalto”, si sono registrate alcune aule semivuote: diverse famiglie avevano deciso di tenere i figli a casa per precauzione.

Minaccia

Per quanto riguarda Biella, anche qui sono circolati messaggi di vario genere, ma il denominatore comune era sempre rappresentato dalla minaccia di violenze di massa.

“Hanno fatto un ulteriore gruppo – si legge ad esempio in una chat inoltrata anche alla nostra redazione – per violentare domani le ragazze”. “Domani vogliono organizzare uno stupro di massa di ogni ragazza che si trova in giro in città”, si legge in un altro messaggio, che poi fa riferimento a un presunto gruppo “con circa 500 persone dentro”.

Innumerevoli i post rilanciati da tanti inconsapevoli concittadini, che raccoglievano l’invito a “fare girare” per avvisare le ragazze di fare attenzione e di evitare di uscire non accompagnate. Soprattutto in centro e nella zona degli Orsi.

Ovviamente informate e al corrente di quanto stava accadendo e di tutte queste segnalazioni, le forze dell’ordine hanno appurato che si trattava di allarmismi ingiustificati. Ma sia a Biella sia nelle altre città interessate hanno comunque tenuto gli occhi bene aperti. Monitorando con particolare attenzione le aree più sensibili, come le scuole, le stazioni e i centri commerciali. Al momento non risulta essere emerso alcun tipo di riscontro, non si sono verificati episodi violenti o in qualche modo riconducibili a quanto minacciato sulle chat virali.

Grande spavento

L’effetto psicologico, però, è stato comunque notevole e non è passato inosservato.

«Queste segnalazioni sono arrivate anche a noi – spiega Raffaella Miori, dirigente scolastica del “Bona” – e le abbiamo immediatamente “girate” alla polizia postale. Ci hanno detto che ne erano già al corrente e che stavano facendo accertamenti e monitorando la situazione. So che in altri contesti qualcuno ha preferito non andare a scuola, da noi non è successo, ma anche qui comunque c’erano persone davvero molto spaventate e preoccupate. Dispiace. L’idea che mi sono fatta è che dietro ci sia l’intento di instillare terrore, si fa in fretta a metter paura ai ragazzini con messaggi come questi.

Abbiamo cercato di “sfruttare” quanto accaduto per stimolare i nostri studenti a riflettere su ciò che stavano leggendo e a comprendere che certe minacce non erano realizzabili. Abbiamo riflettuto su quanto sia facile seminare odio e paura e abbiamo ricordato ai ragazzi che abbiamo forze dell’ordine impegnate regolarmente a pattugliare il territorio. Se mai si sentissero in pericolo, devono chiamare il 112».
LEGGI ANCHE: Movida violenta: un ragazzo in ospedale

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1 Commento

1 Commento

  1. Bb68

    26 Ottobre 2026 at 15:23

    vedete che c è una mano nascosta di destra che vuole creare paura. non lasciatevi intimidire anzi denunciate per capire chi c è dietro a questi gioco stupido

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