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CronacaValli Mosso e Sessera

Il fuoco sta raggiungendo baite e abitazioni

Valsessera sempre in fiamme

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Il fuoco sta raggiungendo baite e abitazioni

Il fuoco sta raggiungendo baite e abitazioni

Le fiamme hanno raggiunto il rifugio Monte Barone all’Alpe Ponasca, ma oggi, mercoledì 12 agosto, la preoccupazione maggiore si concentra sul fronte che avanza tra Piane e Noveis. È questo il settore che potrebbe creare i problemi più gravi nelle prossime ore, per la presenza di baite, abitazioni e di una storica chiesetta. Ma anche perché se il fuoco dovesse superare la strada Viera-Noveis, le conseguenze potrebbe essere devastanti.

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Intanto, prima dell’alba, sono stati gli stessi gestori del rifugio a documentare l’arrivo del fuoco alla struttura: «Il Rifugio Monte Barone sta bruciando. Le fiamme hanno raggiunto il retro dell’edificio», hanno scritto sui social pubblicando un’immagine della webcam.

Il fuoco arriva al rifugio: già bruciati 1000 ettari

Come scrive Notizia Oggi, era uno degli scenari temuti dopo la drammatica evoluzione di ieri. Il rogo che nella mattinata di ieri, martedì 11 agosto, aveva ripreso a bruciare lungo il grande prato che dall’Alpe Ponasca sale verso la cresta si è progressivamente rafforzato. Durante la notte le fiamme hanno continuato la loro corsa fino ad arrivare a ridosso del rifugio Monte Barone.

Alle prime luci dell’alba tutta la montagna appare avvolta dal fumo. Per la Valsessera è un colpo durissimo: il Barone è la montagna simbolo della valle e il rifugio rappresenta da decenni un punto di riferimento per generazioni di escursionisti. Cresce anche lo sconcerto per le dimensioni della devastazione: secondo le prime stime, sarebbero ormai circa mille gli ettari interessati dall’incendio.

Il pericolo maggiore adesso è tra Piane e Noveis

Nonostante le drammatiche immagini che arrivano dal Monte Barone, nelle prossime ore l’attenzione maggiore sarà probabilmente concentrata sul versante sopra località Piane e lungo il tratto che porta a Noveis. Qui il fuoco ha ripreso forza e rischia di avvicinarsi a una zona dove sono presenti baite, casette e una storica chiesetta.

Fondamentale sarà riuscire a fermare l’avanzata delle fiamme in corrispondenza della strada. La carreggiata può diventare una vera e propria linea di difesa sulla quale concentrare uomini, mezzi e risorse. Se il rogo riuscisse a superarla, infatti, potrebbe trovare davanti a sé nuova vegetazione e aprire un fronte ancora più difficile da controllare.
Una linea da difendere a tutti i costi

Proprio nella zona di Piane le squadre avevano già lavorato nei giorni scorsi per contrastare alcuni fronti vicini alle pinete, intervenendo da terra con pale, battifuoco e atomizzatori. Successivamente erano tornati a comparire fumo e focolai nella zona del Sasso Nero, segno della presenza di braci ancora attive.

Un settore molto delicato

Ora la priorità è impedire che quelle riaccensioni possano trasformarsi in un nuovo grande fronte. La vicinanza delle strutture rende questo settore particolarmente delicato e richiede un’azione coordinata sia da terra sia, con il ritorno della luce, attraverso i mezzi aerei.
Restano aperti i fronti del Sessera e dello Strona

A rendere ancora più difficile la situazione è la presenza contemporanea di altri fronti. Continua a bruciare il vallone del torrente Sessera, in direzione della centrale idroelettrica del Piancone, dove nei giorni scorsi le fiamme erano scese fino praticamente a raggiungere il fondovalle dopo aver minacciato il santuario del Cavallero.

Rimane inoltre attivo il vasto fronte sul versante rivolto verso Postua e la valle dello Strona. L’incendio si estende quindi su un territorio enorme, obbligando vigili del fuoco e volontari Aib a distribuire uomini e mezzi su diversi settori, molti dei quali caratterizzati da pendii e canaloni estremamente difficili da raggiungere.

Foto d’archivio

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