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CronacaValli Mosso e Sessera

Ieri l’addio alla professoressa Lelia Zangrossi

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Lelia Zangrossi

Ha lasciato un vuoto enorme Lelia Zangrossi, storica professoressa di Mosso e amante della cultura. Ieri familiari e amici hanno detto addio alla donna, morta all’ospedale di Ponderano il primo giorno dell’anno.
Il funerale è stato celebrato alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Mosso.

Costella: “La ringrazio di cuore per i momenti di umanità e bellezza”

«Nel primo giorno dell’anno arriva una notizia che non avrei voluto ricevere – le parole di Roberto Costella, consigliere comunale di Valdilana -. La scomparsa di Lelia Zangrossi rende questo inizio più silenzioso. La ricordo con affetto profondo come una donna di cultura e di cuore, una presenza luminosa per Mosso e per tutta Valdilana. Insegnante e guida, ha saputo trasmettere passione, curiosità e il grande rispetto per il sapere, l’amore per le poesie e le arti pittoriche e figurative, per la storia e la tradizione del nostro territorio. Così come il suo impegno generoso e attento nell’Opera Pia Sella. Porterò con me il ricordo dei suoi venerdì culturali e dei tanti incontri nati grazie all’associazione La finestra sull’Arte: momenti preziosi di ascolto e bellezza condivisa. La ringrazio di cuore per il tempo condiviso con lei e con il suo caro Giancarlo, nelle salette della loro casa-museo bomboniera: per i libri donati, per le conversazioni profonde e gentili, per quei momenti di umanità e bellezza che resteranno con me».

Pichetto: “La sua scomparsa mi colpisce profondamente”

Messaggio di cordoglio anche da Gilberto Pichetto, ministro dell’ambiente: «La scomparsa di Lelia Zangrossi mi colpisce profondamente sul piano umano e personale. È stata un’insegnante e collega stimata, che ha contribuito alla crescita culturale del nostro territorio. Abbiamo condiviso anni di lavoro, di confronto e di impegno, sempre con attenzione e responsabilità verso i giovani e la comunità. Alla sua famiglia e a quanti le hanno voluto bene va il mio pensiero più sincero».

Piemontese: “Era una donna eccezionale”

«Lelia Zangrossi era una donna eccezionale – la ricorda Maria Francesca Piemontese, presidente dell’Associazione Biella 3.0 -, una persona di cultura estrema, vulcanica, molto ironica, ma soprattutto innamoratissima del territorio. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per Mosso e per tutto il Biellese».

Chi era Lelia Zangrossi

Lelia Zangrossi lascia un grande vuoto anche tra gli amici. Amava parlare di tutto, dalla politica locale alle attività culturali nel giardinetto o in una delle stanze museo della sua dimora a Mosso dove non mancavano gli amati gatti.

Aveva 74 anni e aveva ancora tante idee e progetti da sviluppare. Lelia Zangrossi era ex professoressa dell’istituto superiore “Bona” di Mosso a Valdilana, ma era da sempre attiva nel mondo della cultura. Era presidente dell’associazione “La Finestra sull’arte” con cui aveva organizzato numerosi appuntamenti culturali a Mosso. Era attiva all’interno dell’Opera Pia Sella di Mosso di cui era vice presidente. Grazie a lei era stata allestita l’aula storica della scuola di Mosso. Organizzava anche le aperture dell’archivio storico dell’Opera Pia collaborando anche con le scuole medie del paese.
Nel corso della sua vita ha scritto diversi libri e curate tantissime mostre, senza mai fermarsi.

Aveva pubblicato numerosi libri proprio su Mosso raccontando le scuole del 1700, la storia dell’Opera Pia, oltre alla tradizione del Gelindo portata avanti sempre nella borgata di Mosso. Sempre sul suo paese aveva scritto libri sull’associazionismo e sui personaggi storici.
Nel 2026 avrebbe dovuto inaugurarne una dedicata alla storia delle antiche cave della Balma.

Numerose anche le collaborazioni con il nostro giornale. Tra queste, la pubblicazione a fascicoli dei libri “Cucina di una volta, saggezza e buone maniere” e “Il Biellese magico”.
Pochi anni fa, Zangrossi aveva dovuto affrontare un grande dolore: la perdita del marito Giancarlo Crosa, con il quale condivideva la profonda passione per l’arte e la cultura.

Lelia Zangrossi amava immergersi nelle vecchie carte contenute negli archivi delle parrocchie per andare ricostruire la storia.

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