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Era ubriaca la donna che ha ferito gravemente Valentina Grigoli

La catechista è sempre in prognosi riservata

Era ubriaca la donna al volante dell’auto che si è scontrata con quella sulla quale viaggiava Valentina Grigoli, 41 anni, animatrice e catechista della parrocchia di San Cassiano, a Biella. Mentre è ancora in fase d’accertamento l’esatta dinamica dell’incidente, al vaglio degli agenti della polizia stradale, un elemento sembra invece essere chiaro: la conducente dell’altro veicolo, una donna residente nel Novarese, aveva bevuto troppo. Sottoposta al test dell’etilometro, infatti, è risultata positiva: il tasso alcolemico rilevato è stato di 2 g/l, bel oltre il limite di 0,5 g/l fissato dalla legge. Nei suoi confronti sono dunque scattati il ritiro della patente e la denuncia per guida sotto l’effetto dell’alcol, oltre a quella per lesioni gravissime.

Nel frattempo è sempre in prognosi riservata Valentina Grigoli, ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Degli Infermi” di Ponderano. L’incidente risale a una decina di giorni fa. Poco dopo le 22 la Fiat Idea sulla quale viaggiava insieme ai genitori si è scontrata con l’Audi condotta dalla novarese. E’ successo all’incrocio tra via Salvo d’Acquisto e via Rigola, l’impatto è stato molto violento.

La donna è un volto molto conosciuto in città e in particolare nel quartiere Riva. E’ uno dei pilastri della parrocchia di San Cassiano, alle cui attività partecipa da moltissimi anni, in qualità di animatrice e catechista. Il suo impegno nel sociale e per la diocesi non si esaurisce a San Cassiano, essendo anche coinvolta in alcuni progetti della Caritas e avendo un ruolo importante nelle attività dell’Ente Manifestazioni Biella Riva.

Un Commento

  • steap63 ha detto:

    Ma questi delinquenti, perchè tali sono (non basterebbero tutti gli insulti di questo mondo), dovrebbero essere messi in galera per un bel pò di tempo e gli dovrebbero essere confiscati d’ufficio tutti i beni per risarcire le vittime della loro imbecillità…. purtroppo non siamo in un paese normale (se lo fossimo non saremo ridotti così a tutti i livelli) ma in una “repubblica delle banane” con una buona percentuale di incivili e maleducati che quasi sempre la fanno franca.

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