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Biella

“Daniele non camminava, ma volava alto parlando delle stelle”

I soci dell’Unione Biellese Astrofili tengono vivo il ricordo del giovane amico

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daniele pigato

A un mese dalla prematura scomparsa dell’astrofisico ponderanese Daniele Pigato, l’Unione Biellese Astrofili, di cui era stato direttore negli anni passati, ne mantiene un ricordo vivido e nostalgico.

«E’ già trascorso un mese da quando Daniele se n’è andato. Eppure non sembra vero; sembra che sia ancora qui, che possiamo alzare il telefono e chiedergli qualche consiglio, qualche progetto».

«Daniele era un ragazzo che ti rimaneva impresso – il ricordo di Alessandra -. Nonostante siano passati tanti anni, posso dire dove mi trovavo esattamente quando ricevetti la sua prima email. Si era iscritto da poco all’Università, stava cercando di contattare l’UBA, aveva trovato il mio indirizzo su internet e sperava che fossi la persona che stava cercando, altrimenti si scusava per il disturbo. Quello è stato l’inizio di un lungo rapporto che, almeno per me, ha lasciato il segno.
La prima volta che lo conobbi di persona mi colpirono i suoi occhi, profondi e gentili, ma anche la sua caparbietà e determinazione. Non ha mai lasciato che le sue condizioni fisiche lo limitassero e ha ottenuto dal punto di vista accademico molto più di tanti altri. Era un vero appassionato di astronomia e astrofisica e sprizzava questa passione da tutti i pori; era preparato e con lui i discorsi non erano mai banali, ed invece era capace di spiegare anche argomenti difficili al più ostinato dei cervelli».

«Mi sento onorata – continua – di aver avuto la possibilità di condividere con lui una parte della mia vita. Alzando lo sguardo al cielo notturno e stellato il mio pensiero andrà sempre a lui. Spero che tu ti stia facendo delle gran belle chiacchierate stellari lassù con le altre menti fini che ti hanno preceduto!».

Anche Agostino ha un pensiero per Daniele: «Ciao Daniele. Ci siamo conosciuti sotto cieli stellati, grazie all’Unione Biellese Astrofili, che perde prematuramente un giovanissimo socio, un amico e un astrofisico. È stato un onore conoscerti e condividere un pezzo di strada insieme. Avevi sempre quel sorriso gentile che camuffava una fatica non indifferente a causa di qualche gene capriccioso che ti ha sempre impedito di muoverti e camminare come chiunque altro. La prima volta che abbiamo parlato, ci siamo fatti una chiacchierata sulla relatività generale. Alla fine ti ho detto scherzando “non hai solo la due ruote, hai anche la mente di Stephen Hawking”, e poi citando Checco ho terminato con “la spingo io la carrozzella, Daniele”. E con quella battuta irriverente abbiamo legato con una reciproca stima. Mi sembrava il film “Quasi amici”. Ricordo anche che una volta, a scuola, cercavano un supplente di Fisica. Pensai subito a te. Un rapido scambio di email, eri elettrizzato all’idea di poter fare quella magnifica esperienza. Ma alla fine rinunciasti. Troppo faticoso, spiegare e parlare, per tante ore, mi scrivesti piuttosto affranto. Che grande ingiustizia, a volte, la vita. Ti ho immaginato lì, con gli studenti che pendevano dalle tue labbra. Eri un eccellente comunicatore e divulgatore, saresti stato un eccellente insegnante. Ma non ne hai avuto la possibilità. C’è chi si rifiuta, chi è troppo pigro per farlo. O chi non lo sa fare. Che è peggio. A te è stata tolta addirittura la possibilità. Non camminavi, lo so. Ma volavi, volavi alto, parlando di stelle. Abbiamo organizzato per tanti anni il corso di Astronomia, abbiamo avvicinato tante persone al cielo e alle sue bellezze. E, in una bella notte stellata come quella di stasera, ti saluto, per l’ultima volta. Mi viene in mente l’epitaffio sulla tomba di Keplero: Mensus eram coelos, nunc terrae metior umbras. Mens coelestis erat, corporis umbra iacet. La tua mente ha misurato i cieli. Ora fissi le ombre della Terra. Che la Terra ti sia lieve, caro Daniele, amico delle stelle. Buon rientro a casa».

Un caro ricordo è anche quello di Flavio: «Daniele, socio, consigliere e direttore dell’attività dell’U.B.A, il più qualificato dei nostri soci per esserti laureato in astrofisica, avere ottenuto il magistero ed essere stato ricercatore per il Politecnico di Torino, ti voglio ricordare soprattutto per il tuo perenne sorriso, per la tua dolcezza, per la tua visione positiva della vita nonostante il grave handicap, per la tua capacità di comunicare conquistando gli interlocutori, per la tua capacità di penetrare argomenti importanti, non solo astronomici, e di saperli risolvere con semplicità, con fiducia. Per la tua amicizia, coltivata da quando ci siamo conosciuti 16 o 17 anni fa, all’inizio dell’avventura U.B.A., che hai saputo e voluto difendere mettendoti personalmente in gioco quando l’associazione ha rischiato di essere snaturata da qualcuno che non ne aveva capito lo scopo. Non ti potremo dimenticare. Non possiamo e non vogliamo dimenticarti».

Se ne è andato a soli 39 anni Daniele Pigato, dopo aver combattuto con la distrofia muscolare diagnosticata quando di anni ne aveva solo 10. Nonostante le difficoltà non si era mai arreso ed era riuscito a frequentare a distanza l’università di Ferrara, laureandosi con 110 e lode in fisica e astrofisica, e a conseguire il dottorato al Politecnico di Torino dove è diventato ricercatore alla facoltà di Fisica. Una vita dedicata alla scienza e un grande esempio di resilienza per chi lo ha personalmente conosciuto.

Mary Caiffa

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