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Cronaca

Annegato a 13 anni: condannato l’amico che lo spinse nel fiume

Il tribunale dei minori ha inflitto una pena sei anni e due mesi a un 17enne accusato di aver trascinato in acqua un ragazzo che non sapeva nuotare

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Annegato a 13 anni: condannato l’amico che lo spinse nel fiume. Il tribunale dei minori di Torino ha condannato a sei anni e due mesi di reclusione un 17enne per la morte di Abdou Ngom. Il ragazzo scomparve nel Tanaro il 22 aprile 2025 durante un’uscita in bicicletta tra Bra e Verduno.

Annegato a 13 anni: condannato l’amico che lo spinse nel fiume

Secondo l’accusa, il ragazzo ha fisicamente trascinato l’amico nel fiume, gonfio per le piogge, nonostante sapesse che Abdou non sapeve nuotare. Una scena nata come gesto pericoloso e degenerata in tragedia, con il corpo del 13enne mai recuperato.

Quel giorno con Abdou e l’amico (all’epoca 16enne) c’erano anche altri due giovani. I primi racconti avevano indicato un tuffo volontario nel Tanaro, ma gli investigatori hanno subito approfondito alcuni passaggi ritenuti poco chiari.

Le indagini dei carabinieri di Bra, coordinate dal pm Davide Fratta, hanno preso una svolta con l’analisi dei telefoni. Dalle chat è emerso il tentativo del giovane di orientare le versioni degli amici.

La decisione è arrivata dopo oltre sei ore di camera di consiglio. Per i giudici, gli elementi raccolti hanno sostenuto l’accusa di omicidio. I legali del ragazzo hanno però contestato la ricostruzione e annunciato il ricorso in appello.
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