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Addio a Giorgio Bertoncin: per decenni fu l’uomo del cinema a Cossato
La sua vita legata indissolubilmente alle sale: gestì il “Primavera” e il Teatro comunale
Addio a Giorgio Bertoncin: per decenni fu l’uomo del cinema a Cossato.
Addio a Giorgio Bertoncin: per decenni fu l’uomo del cinema a Cossato
È morto a soli 72 anni, Giorgio Bertoncin. Una lunga malattia, con la quale l’uomo conviveva da tempo, ha fatto scorrere prematuramente i titoli di coda sul film della sua vita, gettando nel dolore la moglie Ornella e la figlia Claudia con Alberto, che martedì pomeriggio gli hanno detto addio nella chiesa di “Gesù nostra Speranza”.
Il riferimento ai film non è casuale per Bertoncin, dato che per decenni a Cossato il suo nome ha fatto rima con cinema.
Storico gestore delle sale cittadine, è stato a lungo un punto di riferimento per generazioni di spettatori.
Il nome di Bertoncin è legato in modo indissolubile alla storia del cinema a Cossato. Nel 1979 aveva rilevato il “Primavera” di via Trieste, riaprendolo dopo lavori di ristrutturazione e inaugurando la nuova stagione con “Due sul pianerottolo”. Da allora, per anni, quella sala è stata un punto di ritrovo per centinaia di persone: nei fine settimana si arrivava a staccare centinaia di biglietti, con punte che sfioravano il tutto esaurito, soprattutto con i film per famiglie e i grandi successi natalizi.
Con la chiusura del Primavera nel 2001, Bertoncin aveva continuato la sua attività al Teatro Comunale di piazza Elvo Tempia, diventando il volto del cinema cittadino anche nella nuova sede. Qui aveva accompagnato il pubblico lungo il cambiamento del settore, tra nuove tecnologie e abitudini che mutavano rapidamente. Già nei primi anni Duemila, infatti, aveva colto i segnali della crisi: meno spettatori, la concorrenza della televisione a pagamento e di internet, e pellicole che arrivavano con ritardo rispetto alle città più grandi.
Nonostante le difficoltà, aveva continuato a credere nel valore della sala come luogo di incontro. Ancora nel 2012 ricordava con orgoglio i numeri degli anni migliori e cercava nuove soluzioni per mantenere viva la partecipazione, tra convenzioni e iniziative sul territorio. Ma il colpo definitivo, come per tantissime piccole sale italiane, arrivò con il passaggio obbligato dalle vecchie “pizze” delle pellicole al digitale: costi troppo elevati per adeguarsi al nuovo sistema (ai tempi poteva costare anche 40-50mila euro) e presenze ormai ridotte portarono, nel 2014, alla cessazione dell’attività cinematografica al Comunale. Una scelta sofferta, che segnò di fatto la fine del cinema a Cossato.
Bertoncin rimase comunque alla guida del teatro, per conto del Contato del Canavese, per le attività culturali e teatrali fino al 2016, quando lasciò l’incarico per la pensione, dopo oltre vent’anni di gestione e una vita intera dedicata allo spettacolo.
In quel lungo periodo si era fatto apprezzare non solo per la professionalità, ma anche per la disponibilità e la capacità di collaborare con scuole, associazioni e realtà locali.
Con la sua scomparsa, Cossato perde l’ex gestore del suo cinema, ma anche e soprattutto un testimone di un’epoca non troppo lontana in cui il cinema era un rito collettivo, fatto di sale piene, attese davanti alle locandine e comunità che si ritrovavano davanti a uno schermo. Una figura che ha accompagnato quel mondo fino al suo tramonto, con passione e discrezione.
Nonostante il momento di grande dolore, i familiari hanno voluto ringraziare pubblicamente e di cuore “il suo caro amico Giuseppe, il reparto Ospedale di Comunità dell’ospedale di Ponderano nonché i medici e il personale dell’hospice L’Orsa Maggiore – Lega contro i Tumori di Biella”.
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