BiellaCronaca
Zappalà, dalle “5 Forchette” ai lunghi coltelli contro il primario Leone
Il delfino di Delmastro all’attacco
Fare società con personaggi equivoci è normale (vedi la vicenda del Ristorante 5 Forchette), scendere in piazza il Primo Maggio no. E’ questa la tesi del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Davide Zappalà.
Il fedele delfino di Andrea Delmastro, ha presentato una richiesta “indifferibile e urgente” al consiglio regionale del Piemonte riferita al primario di Oncologia dell’ospedale di Biella, Francesco Leone. Non riguarda le indubbie capacità professionali del medico, ma la politica, come se fosse quella a guarirci dai tumori.
Tutto parte da un video riferito agli scontri avvenuti a Torino il Primo Maggio. Nel filmato si vede un uomo con la kefiah al collo che spunta dall’angolo basso dell’inquadratura. È il dott. Leone. Poi si intravede un poliziotto a terra e il primario, con le mani in alto, urla: «Fermi, fermi non lo picchiate».
Ero con la mia famiglia
«Che non si possa prendere parte una manifestazione pacifica senza essere manganellati – dice il primario a Repubblica – mi sembra assurdo. Ho deciso che sarei andato a vedere e ho visto» aggiunge e racconta di aver preso parte al corteo dei lavoratori, come ogni anno, assieme alla famiglia. «Il mio bilancio personale è una lavata da testa a piedi, qualche contusione a testa e braccia, di cui ho le foto e la perdita di un orologio da polso. Ma le riflessioni e le domande che restano sono tante».
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E qui interviene Zappalà. “Pur riconoscendo a tutti il diritto di contestare l’organizzazione dello Stato e di proporre modifiche alle leggi, non si ritiene accettabile che tale volontà venga manifestata in modo violento”, scrive Zappalà e mette al centro il tema “prestigio” dell’ospedale di Biella.
Leone, dal canto suo, spiega – sempre a Repubblica – quanto accaduto. «La sensazione è quella di quando ti travolgono le onde del mare – dice -. Non senti i colpi ma vai sotto e pensi solo a salvarti la pelle. Ho afferrato un paio di volte con due mani il manganello che stava colpendo me o qualcun altro. In un caso il poliziotto mi ha respinto con un calcio. La situazione era instabile, riemergendo potevi arretrare di qualche passo, davanti a me un poliziotto è inciampato e rotolato a terra. Anche qui sono arretrato e ho alzato le mani facendo scudo per evitare che vi fossero aggressioni, anche questo si vede in un video».
Zappalà lo chiama “il soggetto”
Partito con la famiglia da piazza Castello, il primario ha seguito la manifestazione fino in corso Regina, quando si è reso conto che «non era più visibile nessuna bandiera di partito o sindacato». In pochi minuti si è posizionato «volutamente» alla testa del corteo «anche nell’illusione che qualche capello bianco potesse rappresentare un elemento di mediazione. Ovvio, non era la mia prima manifestazione e sapevo perfettamente come comportarmi». La tensione poi sale e «infine è avvenuto il contatto» con i poliziotti.
«Il soggetto — così lo chiama Zappalà — aveva già manifestato vicinanza al centro sociale Askatasuna, vantandosi della partecipazione al corteo del 31 gennaio scorso» ricorda. E in merito al centro sociale e ai tanti ragazzi il Primo Maggio in corteo poi la posizione di Leone non potrebbe essere più chiara: «Se non inizierà un vero dialogo con la popolazione, in particolare con questi giovani assolutamente non violenti, corso Regina Margherita sarà teatro di molte altre tensioni e soldi pubblici verranno sprecati inutilmente. Mi dispiace che i politici non se ne occupino».

Davide Zappalà
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Amr
3 Maggio 2026 at 16:47
Zappalà fa notare che uomo piccolo è, per ribaltare l attenzione di chi si unisce ai mafiosi e salvare il suo partitino ipocrita attacca un oncologo che è un cittadino libero di manifestare quello che vuole esiste ancora la libertà ma Zappalà non se ne accorto , ecco questo misero uomo ora pass all attacco delle idee degli altri , senza rendersi conto che i loro camerati che fanno il saluto fascista non vengono presi a manganellate , penso che è ora che fratelli d Italia abbassi la cresta e la resistenza inizi veramente contri una giunta fascista e ipocrita
bruno drago
3 Maggio 2026 at 19:38
brutta ma proprio brutta cosa il non sapere quando e l’ora di tacere povero misero Zappala
Ci.Di.
3 Maggio 2026 at 19:54
senza vergogna…il Biellese avrebbe tante esigenze da portare avanti a livello regionale…povere tasse !!!
steap63
3 Maggio 2026 at 22:07
Entrambi sono riprovevoli. Fare società con pseudopersone mafiose non è proprio normale e se il consigliere avesse un minimo di dignità si sarebbe già dimesso ma evidentemente lo stipendio da consigliere va al di la della vergogna e scrollarsi dalla poltrona è difficile. L’oncologo dovrebbe farsi furbo. Certamente ha diritto di sfilare ma in modo normale soprattutto perché non è un perditempo qualunque dei centri sociali. Cirio dovrebbe sbatterli fuori entrambi e personalmente ne ho le scatole piene di far versare le mie tasse per pagare questi personaggi. Poi piantatela di dare risalto a questo inutile politico…. se lo si ignora si esaurira’ e tornerà al nulla da cui è venuto.
Paolo
4 Maggio 2026 at 8:48
Aspettiamo ancora le dimissioni. Gli altri “Marchesi del Grill” si sono dimessi, lui no e sproloquia d’altro.
steap63
4 Maggio 2026 at 10:59
Infatti pontifica su tutto……