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Il Biellese perde quattro Comuni montani
Si tratta di Valdengo, Occhieppo Inferiore, Quaregna-Cerreto e Lessona.
Dopo estenuanti trattative è stato trovato l’accordo tra il ministro Roberto Calderoli e le Regioni sulla riforma dei comuni montani. Per il Piemonte ci sono buone notizie perché aumenteranno da 505 a 558.
Il Biellese perde quattro Comuni montani
Ma per il Biellese invece no perché ne perde quattro: Valdengo, Occhieppo Inferiore, Quaregna-Cerreto e Lessona. I comuni piemontesi confermati sono 476, 27 quelli esclusi (tra i quali appunto i quattro biellesi) di cui oltre la metà nella sola provincia di Alessandria, e 82 i nuovi riconoscimenti. A incassare il maggior numero di nuovi enti montani è la provincia di Novara che passa da 3 a 23, aumenta anche Torino da 141 a 167, così come Cuneo da 151 a 175 mentre il già citato Alessandrino passa da 48 a 35, Biella da 52 a 48. Il testo finale destinato a finire nel Dpcm governativo per trovare la sua effettiva attuazione, in base ai nuovi parametri fissa a 3.715 i comuni di montagna, cifra decisamente più alta rispetto ai 2.844 che inizialmente venivano individuati dalla prima versione della norma proposta dal ministro Calderoli.
«Dobbiamo riconoscere al ministro – afferma l’assessore regionale Marco Gallo – un grande lavoro e una grande disponibilità. Si dovrà porre estrema attenzione sugli aspetti socioeconomici delle misure che dovranno garantire in maniera assoluta quei territori che sono veramente di montagna».
Sulla questione da registrare anche il commento di Emanuela Verzella consigliera regionale del PD e di Paolo Furia della direzione nazionale del partito: «I pur comprensibili entusiasmi per un lavoro di correzione, sollecitato in special modo dalle opposizioni e dall’UNCEM, che ha permesso, nella nuova normativa di classificazione dei Comuni montani, il recupero di oltre 800 municipi cancellati dalla prima bozza del ministro Calderoli, vanno mitigati con tutta la prudenza del caso. Primo: bisognerà adeguare i fondi dedicati ai comuni montani, onde evitare di disperdere le risorse in mille rivoli. In Piemonte, in particolare, entrano nella nutrita pattuglia con la patente di montanità popolosi centri come Cuneo e Mondovì».
«Entra la nostra Biella – continuano i due esponenti del Partito democratico – che, per quanto non detenga affatto record di abitanti, è comunque il primo centro della provincia. Si impone quindi alla Regione una riflessione attenta sui criteri di “compensazione” dei fondi che questi centri potrebbero attrarre verso di sé, a favore dei centri che hanno significative caratteristiche di “terre alte”. Secondo: sul territorio biellese, con i nuovi elenchi perdono lo status di montani: Lessona, Occhieppo Inferiore, Quaregna Cerreto e Valdengo. Ciò si traduce nello spezzettamento delle Unioni montane: un disordine amministrativo da sanare, e per ora non si vede come. E attenzione alle scuole: se non si salvaguardano quelle dei centri isolati e montani, se non si tutela il diritto allo studio ed ai servizi degli abitanti dei piccoli centri per estendere trattamenti di favore a quelli grandi, rischiamo veramente che gli entusiasmi si raffreddino a breve».
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