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I Comuni aggiornano le liste della leva militare

Obiettivo: l’eventuale arruolamento in caso di bisogno.

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In queste settimane i comuni italiani stanno aggiornando le liste di leva con i nomi di tutti i cittadini che compiono 17 anni nel corso dell’anno. L’aggiornamento è finalizzato a un eventuale arruolamento in caso di bisogno. Questo perché nel 2005 il servizio mili servizio militare obbligatorio non è stato abolito come pensano in molti ma sospeso. L’aggiornamento dunque è finalizzato a un eventuale arruolamento in caso di bisogno.
Per il 2026, dunque, in lista troviamo i nati nel 2009, mentre l’anno scorso erano stati inseriti quelli nati nel 2008.

A regolare questi elenchi è la Costituzione e una serie di normative: non si tratta di convocazioni ufficiali o preavvisi di arruolamento, ma solo documenti con i nominativi dei ragazzi che eventualmente, in caso di bisogno, potrebbero essere chiamati alle armi. Gli elenchi vengono pubblicati sull’Albo Pretorio online di tutti i comuni italiani ma non è proprio così. Ad esempio il comune di Biella al momento non ha pubblicato alcunchè, a differenza di quanto fatto ad esempio da Alessandria, mantenendo duqnue una certa – e doverosa a nostro parere – privacy.

Il manifesto di leva militare rappresenta dunque un atto amministrativo pubblicato annualmente da parte delle varie amministrazioni comunali al fine di informare i cittadini maschi che compiono 17 anni riguardo l’obbligo di iscrizione nelle liste di leva militare. L’obiettivo dunque è quello di informare i giovani dell’iscrizione alla lista, finalizzata a un eventuale arruolamento, anche se sospeso: al suo interno, oltre ai nomi, si trovano le modalità per l’inserimento nelle liste, la cui formazione viene chiusa solitamente entro la fine del mese di marzo. Le liste, sostanzialmente, vengono aggiornate ogni anno per necessità di difesa, anche se il servizio militare è sospeso.

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3 Commenti

1 Commento

  1. Simo

    7 Marzo 2026 at 14:12

    arruolamento in caso di bisogno???
    i miei figli resteranno disertori a vita!!!
    il mio stato ovvero l Italia non mi rappresenta più
    non mi rivedo più!!!
    che al massacro vado i figli e i parenti di chi la guerra l’ha voluta e semmai capiterà un giorno,invito questi signori che stanno seduti in parlamento con fior fiore di stipendi a venire a prelevare i miei figli da casa, vorrei tanto vedere come potrebbe finire!!!

    • Giovanni Sella

      7 Marzo 2026 at 14:23

      Allora se L’Italia e lo Stato italiano non ti rappresentano più, presentati in comune e rinuncia formalmente alla cittadinanza italiana, dopodiché puoi lasciare il Paese per non farvi più ritorno.
      Occorre ripristinare la leva obbligatoria, che oltre ad essere importante per il prossimo futuro, serve anche a dare una spina dorsale e degli attributi agli smidollati e praticamente inutili giovani delle nuove generazioni, malati di mammismo e clienti preferiti della lobby degli psicologi, pronti a frignare davanti a qualsiasi cosa.

      • Filippo

        7 Marzo 2026 at 14:37

        Il termine “smidollati” esprime una visione critica e stereotipata, la realtà mostra una generazione che affronta sfide inedite in un contesto sociale ed economico in rapida evoluzione.
        Spesso queste critiche arrivano da generazioni precedenti e si inseriscono nel solco della “lamentela” contro i giovani, nota fin dall’antichità … (cit.)

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