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Vendemmia 2019, meno quantità più qualità La prima raccolta alla fine di settembre

La qualità dell’uva è ottima

Vendemmia 2019, meno quantità più qualità

La prima raccolta alla fine di settembre

La Sicilia inizia in questi giorni a staccare i primi grappoli, ma la vendemmia vera e propria entrerà nel vivo intorno al 20 agosto in tutta Italia. Rispetto all’anno scorso, la quantità è in diminuzione, tuttavia – segnala il Centro Studi di Confagricoltura – occorre evidenziare che il raccolto 2018 è stato particolarmente abbondante, pertanto l’attuale diminuzione della produzione non è da leggere in termini negativi.
Per quanto riguarda il Biellese abbiamo chiesto un commento ad Alessandro Ciccioni che oltre a essere presidente della Camera di commercio di Biella-Vercelli è anche titolare dell’azienda vinicola Centovigne di Castellengo.
«Com’è naturale che sia – afferma – il nostro settore è soggetto al meteo e quest’anno la produzione è stata condizionata dalla forte grandinata verificatasi in primavera che ha provocato gravi danni. Per fortuna si è trattato di un evento isolato e da allora il tempo ci è venuto incontro. Quindi confermo il calo della produzione rispetto all’anno scorso, 2018 che è stato eccezionale sotto questo punto di vista, e la buona qualità del prodotto».
Differenti invece sono i tempi della vendemmia. «Proprio a causa del fenomeno meteo ma soprattutto per la diversa varietà di produzione – continua Ciccioni – nel Biellese si andrà oltre i tempi indicati per la maggior parte delle altre regioni: per la vendemmia dei bianchi bisognerà attendere la fine di settembre mentre per il rosso, il Nebbiolo, almeno la metà del mese di ottobre».
In generale si prevedono quantitativi ridotti in quasi tutte le regioni d’Italia, soprattutto in Friuli Venezia Giulia (-20%), in Umbria (-13%), in Veneto e in Campania (-12%) e in Trentino Alto Adige (-11%). Vanno invece in tre regioni, controtendenza il Lazio (+16%), il Molise (+10%) e la Calabria (+9%). I risultati sono il frutto della rilevazione annuale condotta dal Centro Studi di Confagricoltura su campioni di aziende vitivinicole di tutte le regioni d’Italia.
Il 2019 vedrà una diminuzione media della produzione del 6%, ma, grazie ad una primavera fredda e piovosa e un inizio estate caldo e secco, la qualità dell’uva è ottima e foriera di una produzione di vini potenzialmente eccellenti.
Il settore vitivinicolo è di rilevante importanza per l’economia agricola e dell’industria alimentare in Italia: le aziende con vigneti sono 300mila con una superficie coltivata ad uva da vino di 652mila ettari, di cui 50mila con cantine di vinificazione, un fatturato di circa 10 miliardi di euro e un valore dell’export di 6.2 miliardi.

Nel primo quadrimestre del 2019 le esportazioni complessive di vini e spumanti sono state di 1,96 miliardi di euro, in crescita del 5,2% rispetto al 2018.

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