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Tessile chiuso per ferie e per crisi di ordini

BIELLA – Tessile chiuso per ferie e per crisi di ordini. Questo è il drammatico quadro della situazione economica locale fatta da Lorenzo Boffa Sandalina, segretario provinciale della Cgil biellese: «Non sarà un’estate serena, per nessuno. Di ordini le aziende non ne hanno e quindi sono in gran parte chiuse. Ricordo il dibattito, nel maggio scorso, sulle aperture delle aziende, in vista di massicci ordini in arrivo da smaltire in fretta: tutto esaurito in pochissimo tempo. E così, oggi, è evidente che le aziende restino chiuse perché di lavoro non ce ne sia e non solo per le tradizionali ferie d’agosto».
«Credo che restino aperte solo pochissime eccezioni, magari per via di macchinari speciali che non possono spegnersi o altre situazioni molto particolari – aggiunge il responsabile provinciale della Camera del lavoro di via Lamarmora -. La verità è che si tratta di un momento difficilissimo per tutti, che non può che generare preoccupazione nei lavoratori e nelle famiglie».


Filippo Sasso, responsabile provinciale del settore tessili, sempre della Cgil, entra ancora più nel dettaglio della situazione confermando la criticità del momento: «Oltre l’ottanta per cento delle aziende sono chiuse, ufficialmente per ferie, ma soprattutto perché non ci sono ordini e quindi lavoro per operai e per dipendenti. Anzi. Molte aziende hanno pure esaurito le ore di cassa-integrazione legate al “Covid-19” e dovranno fare ricorso alla cassa-integrazione straordinaria per il prossimo mese di settembre. Insomma la situazione è veramente difficile».
«Vogliamo dei numeri che spiegano quanto sta accadendo? Eccoli: 221 aziende hanno fatto richiesta della cassa-integrazione per il “Covid 19”, per circa 9 mila lavoratori; e cento aziende tra queste l’hanno già praticamente esaurita e quindi hanno chiesto ufficialmente la straordinaria per i prossimi mesi di settembre e di ottobre – spiega ancora nel dettaglio, Sasso -. Questi dati fotografano un contesto economico difficile che ha poche eccezioni nel territorio. Il quadro generale è infatti complesso sia i grossi lanifici sia i piccoli, che senza commesse hanno messo i propri dipendenti in ferie. Ferie che non tutti hanno, tra l’altro, visto che molti dipendenti non hanno lavorato abbastanza per maturare le tre settimane previste dal contratto».

Tra le tante aziende biellesi in difficoltà in questo momento storico, anche nomi importanti del panorama locale.
«A rendere ancora più critica la situazione c’è la data del 16 agosto, quando scadrà il blocco dei licenziamenti da parte delle aziende, in virtù dell’emergenza sanitaria del “Covid-19” – chiude Boffa Sandalina -. Entro questa data il Governo dovrà aver preso una decisione».


Gli addetti tessili nel Biellese, secondo i dati forniti dall’Istat nel corso del 2018, erano circa 12 mila. Verosimilmente, oggi, invece, sono qualche centinaio in meno.


Paolo La Bua

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